domenica 10 gennaio 2010

Dal battesimo del Signore al nostro battesimo

San Cromazio di Aquileia ( ? – 407), vescovo
Omelie per l'Epifania, 34 ; CCL 9A, 156-157

Quale grande mistero nel battesimo del nostro Signore e Salvatore! Il Padre si fa sentire dall'alto del cielo, il Figlio si fa vedere sulla terra, lo Spirito si mostra sotto la forma di una colomba. Non c'è infatti vero battesimo né vera remissione dei peccati, dove non c'è la verità della Trinità... Il battesimo dato dalla Chiesa è unico e vero, è dato una sola volta e, nell'esservi immersi una volta, siamo purificati e rinnovati. Purificati, per aver deposto la sozzura dei peccati; rinnovati perché risorgiamo per una vita nuova, dopo esserci spogliati del vecchiume del peccato.
Quindi al battesimo del Signore i cieli si sono aperti affinché, per il lavacro della nuova nascita, scoprissimo che i regni dei cieli sono aperti ai credenti, secondo questa parola del Signore: «Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio»(Gv 3,5). È dunque entrato, colui che rinasce e non ha trascurato di preservare il suo battesimo... Poiché il nostro Signore è venuto a dare il battesimo nuovo per la salvezza del genere umano e la remissione di tutti i peccati, egli ha voluto essere battezzato per primo, non però per spogliarsi del peccato, poiché non aveva commesso peccato, ma per santificare le acque del battesimo per distruggere i peccati di tutti i credenti che sarebbero rinati mediante il battesimo.
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