giovedì 3 giugno 2010

Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
De Trinitate, VIII, 12 ; PL 42, 958B-959A

« Carissimi, amiamoci vicendevolmente perché l'amore viene da Dio; colui che ama è nato da Dio, e conosce Dio. Chi non ama, non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore » (1 Gv 4,7-8). Questo contesto mostra in maniera sufficiente e chiara che questo amore fraterno - infatti l'amore fraterno è quello che ci fa amare vicendevolmente - non solo viene da Dio, ma che, secondo una così grande autorità, è Dio stesso.

Di conseguenza, amando secondo l'amore il fratello, lo amiamo secondo Dio. Né può accadere che non amiamo principalmente questo amore, con cui amiamo il fratello. Da ciò si conclude che quei due precetti non possono esistere l'uno senza l'altro. Poiché in verità « Dio è amore », ama certamente Dio, colui che ama l'amore ed è necessario che ami l'amore colui che ama il fratello. Perciò poco più innanzi l'apostolo Giovanni afferma: « Non può amare Dio, che non vede, colui che non ama il prossimo che vede » (1 Gv 4,20), perché la ragione per cui non vede Dio è che non ama il fratello. Infatti chi non ama il fratello, non è nell'amore e chi non è nell'amore non è in Dio, perché « Dio è amore »
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