venerdì 25 giugno 2010

Gesù lo toccò dicendo : ‘ Lo voglio, sii sanato

Simeone il Nuovo Teologo (circa 949-1022), monaco ortodosso
Inno 30 ; SC 174, 357

Prima che brillasse la luce divina, io non conescevo me stesso.
Allora, al vedere me nelle tenebre e in carcere, rinchiuso in un pantano, coperto di imondizie, ferito, la carne gonfia..., sono caduto ai piedi di colui che mi aveva illuminato.

E colui che mi aveva illuminato tocca con le sue mani i miei legami e le mie ferite;

là dove la sua mano tocca e il suo dito si avvicina, subito cadono i miei legami, scompaiono le ferite, e ogni sporcizia.

L’impurità della mia carne scompaia... sicché egli la rende simile alla sua mano divina.

Strana meraviglia: la mia carne, la mia anima e il mio corpo partecipano della gloria divina.

Appena sono stato purificato e liberato dai miei legami,ecco che stende verso di me la sua mano divina, mi tira fuori del pantano interamente, mi abbraccia, mi si getta al collo, mi bacia (Lc 15,20).

Mi prende sulle spalle io che ero completamente esausto, e avevo perso le mie forze, e mi porta fuori dall’inferno...

La luce stessa mi porta e mi sostiene; mi trascina verso una grande luce...Egli mi dona di contemplare con quale strano rimodellare lui stesso mi ha plasmato nuovamente (Gen 2,7) e mi ha strappato dalla corruzione.

Mi ha fatto il dono di una vita immortale e mi ha rivestito di una tunica immateriale e luminosa e mi ha dato dei sandali, un anello e una corona incorruttibili e eterni (Lc 15,22).
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