venerdì 9 aprile 2010

Quando già era l'alba, Gesù si presentò sulla riva

San Massimo di Torino ( ? – circa 420), vescovo
Discorsi, 53, 1-4

« Questo giorno fatto dal Signore », (Sal 117, 24) penetra in tutto ; contiene tutto, abbraccia tutto, cielo, terra e inferi !... Cosa poi sia questo giorno del cielo se non Cristo, del quale dice il profeta : « Il giorno al giorno ne affida il messaggio » (Sal 18, 3). Questo giorno è il Figlio, su cui il Padre che è il giorno senza principio, fa splendere il sole della sua divinità. Dirò anzi che egli stesso è quel giorno che ha parlato per mezzo di Salomone : « Io ho fatto sì che spuntasse in cielo una luce che non viene meno » (Sir 24, 32)... Come dunque al giorno del cielo non segue la notte, così le tenebre del peccato non possono far seguito alla giustizia di Cristo. La luce di Cristo sempre risplende nel suo radioso fulgore senza poter essere ostacolata da caligine alcuna. « La luce brilla nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno sopraffatta » (Gv 1, 5).

Alla risurrezione di Cristo, tutti gli elementi sono glorificati ; sono certo che quel giorno, il sole abbia brillato di uno splendore più vivo. Non doveva forse entrare nella gioia della risurrezione, lui che si era rattristato per la morte di Cristo (Mt 27, 45) ?... Da servo fedele, si era oscurato per accompagnare Cristo nella tomba ; oggi deve risplendere per salutare la sua risurrezione...Pertanto, fratelli, tutti dobbiamo rallegrarci in questo santo giorno. Nessuno deve sottrarsi alla letizia comune a motivo dei peccati che ancora gravano la sua coscienza. Sebbene peccatore, in questo giorno nessuno deve disperare del perdono. Abbiamo infatti un indizio non piccolo : Se il Signore, sulla croce, ha perdonato al ladro, di quali beni noi non saremmo colmati dalla gloria della sua risurrezione?
--

Nessun commento:

Posta un commento