mercoledì 10 ottobre 2012

Un santo senza orazione?

Se non frequenti Cristo nell'orazione e nel Pane, come potrai farlo conoscere? (Cammino, 105) 

Mi hai scritto, e ti comprendo: “Faccio ogni giorno il mio momentino d'orazione: se non fosse per questo!”. (Cammino, 106) 

Un santo senza orazione?... —Non credo a questa santità. (Cammino, 107) 

Ti dirò, plagiando un autore straniero, che la tua vita d'apostolo vale quanto vale la tua orazione. (Cammino, 108) 

Desidero che il tuo comportamento sia come quello di Pietro e di Giovanni: portare all'orazione, per parlarne con Gesù, le necessità dei tuoi amici, dei tuoi colleghi..., e poi, con il tuo esempio, poter dire loro: “Respice in nos!” — guardatemi! (Forgia, 36) 

L'Evangelista San Luca racconta che Gesù stava pregando...: che orazione sarà stata quella di Gesù! Contempla con calma questa realtà: i discepoli frequentano Gesù e, nelle loro conversazioni, il Signore insegna — anche con l'esempio — come devono pregare, e il grande portento della misericordia divina: il nostro essere figli di Dio e il poterci rivolgere a Lui come un figlio parla a suo Padre. (Forgia, 71) 

Nell'iniziare una nuova giornata in cui lavorare accanto a Cristo, e prenderti cura di tante anime che lo cercano, convinciti che non c'è altra strada: ricorrere al Signore. — Solamente nell'orazione, e con l'orazione, impariamo a servire gli altri! (Forgia, 72)
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