Figli miei! La preghiera più bella che potreste recitare per un ammalato è questa: “O mio Dio, questo ammalato che è qui davanti a te, è venuto a chiederti ciò che desidera e che ritiene essere la cosa più importante per lui. Tu, o Dio, fa’ entrare nel suo cuore la consapevolezza che è importante innanzitutto essere sani nell’anima! O Signore, sia fatta su di lui la tua santa volontà in tutto! Se tu vuoi che guarisca, che gli sia donata la salute. Ma se la tua volontà è diversa, fa’ che questo ammalato possa portare la sua croce con serena accettazione. Ti prego anche per noi che intercediamo per lui: purifica i nostri cuori per renderci degni di donare la tua santa misericordia. O Dio, proteggi questo ammalato e allevia le sue pene. Aiutalo a portare con coraggio la sua croce così che attraverso di lui venga lodato e santificato il tuo santo nome.”.
Dopo la preghiera, recitate tre volte il Gloria al Padre.
Questa preghiera la consiglia anche Gesù: egli desidera che l’ammalato e colui che intercede per la preghiera siano completamente abbandonati a Dio.
Messaggio del 23 giugno 1985 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
giovedì 14 maggio 2009
Ave Mamma
“Signore, con il tuo aiuto, lotterò”Il canto umile e gioioso di Maria, nel Magnificat, ci ricorda l'infinita generosità del Signore con quanti si fanno come bambini, con quanti si abbassano e sanno sinceramente di essere nulla. (Forgia, 608)
Che importa inciampare, se nel dolore della caduta ritroviamo l'energia che ci raddrizza di nuovo e ci spinge a proseguire con slancio rinnovato? Non dimenticate che santo non è chi non cade, ma chi si rialza sempre, con umiltà, con santa ostinazione. Se nel libro dei Proverbi si legge che il giusto cade sette volte al giorno [Cfr Pro 24, 16], tu e io — povere creature come siamo — non dobbiamo né meravigliarci né scoraggiarci di fronte alle nostre miserie personali, ai nostri inciampi, perché potremo sempre proseguire se cerchiamo la forza in Colui che ci ha promesso: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò [Mt 11, 28]. Grazie, Signore, quia tu es, Deus, fortitudo mea [Sal 42, 2], perché sei sempre stato Tu, e soltanto Tu, Dio mio, la mia fortezza, il mio rifugio, il mio sostegno.
Se davvero vuoi progredire nella vita interiore, sii umile. Ricorri con costanza, con fiducia, all'aiuto del Signore e della sua Madre benedetta, che è anche tua Madre. Con serenità, tranquillamente, per quanto possa farti male la ferita ancora non rimarginata del tuo ultimo scivolone, abbraccia di nuovo la croce e ripeti: «Signore, con il tuo aiuto, lotterò per non fermarmi, risponderò fedelmente ai tuoi inviti, senza paura dei ripidi pendii, né dell'apparente monotonia del lavoro abituale, né dei cardi e dei rovi del sentiero. Sono certo che la tua misericordia mi assiste, e che al termine del cammino troverò la felicità eterna, la gioia e l'amore per l'infinità dei secoli». (Amici di Dio, 131)
mercoledì 13 maggio 2009
Pregate con il cuore
La preghiera è felice incontro con Dio, il quale ha sempre tempo per noi e ci aspetta. Questo è un piacevole colloquio tra l'uomo e Dio. Ogni persona desidera incontrarsi con Dio, unirsi a lui nell'amore, in lui trovare la pace, felicità e gioia di vivere. Per questo la preghiera è felice ricongiungimento tra l'uomo e Dio nella luce della fede,della speranza e dell'amore. La preghiera era e rimane espressione della manifestazione dei bisogni più profondi dell'anima, la quale proprio per sua natura cerca il Dio Creatore per potersi inchinare, per dimostrare la sua stima, devozione ed amore, per ringraziarlo per il bene che ci dà e per riparare i peccati. Pregare vuol dire essere cosciente della propria limitatezza e debolezza, insicurezza e incertezza. Pregare vuoi dire staccarsi da tutto quello che ci faceva dipendenti. Trovare il tempo stare a tu per tu con Dio. Con lui parlare come con il Padre che ci ama e aspetta con ansia,che ci consola e rende felici. Pregare vuoi dire essere cosciente e credere che con Dio si può parlare,unirsi a lui ed essere nell'unione del suo amore. Un vero credente sa che senza preghiera la sua anima non può vivere. Per questo non è necessario parlare del bisogno della preghiera. Bisogna pregare con il cuore. Non pregare per abitudine!
Così ci insegna la Madonna da venticinque anni.
Pregare con il cuore vuol dire prima di tutto pregare con amore e con umiltà. Vuol dire pregare con tutto il proprio essere: con il corpo e con l'anima, con il cuore puro.Vuol dire aprirsi completamente a Dio. A lui donare il primo posto nella propria vita. Donarsi completamente a lui. Secondo gli insegnamenti ed i messaggi della Madonna, regare con il cuore vuol dire sperimentare la preghiera come un incontro con Dio. Tutto ciò significa unirsi con Gesù in modo da sentire e sperimentare la bellezza e la grandezza della grazia che Dio ci dà. Anche questo significa ricevere grandi grazie. Pregare con il cuore significa permettere a Dio di eliminare ogni impedimento.
Alcuni di questi messaggi ce lo mostrano con la massima chiarezza:
"Cari figli! Vi invito alla preghiera sincera del cuore,così che la vostra preghiera sia un incontro con il Signore.Date al Signore il primo posto nel lavoro e nella vita quotidiana!" (25.12.1987).
"Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera del cuore.Durante questo tempo di grazia, desidero che ognuno di voi si unisca a Gesù. Senza la preghiera incessante, non potete sentirela bellezza e la grandezza che Dio vi offre. Perciò, figlioli, tutto il tempo, riempite il vostro cuore anche con le piccole preghiere. lo sono con voi e veglio incessantemente su ogni cuore che si dona a me!" (25.2.1989).
"Vi invito nuovamente alla preghiera del cuore. Che la preghiera, o cari figli, sia nutrimento quotidiano per voi,soprattutto in questi giorni, in cui il lavoro dei campi vi affatica a tal punto da non poter pregare col cuore. Pregate, e così potrete superare ogni stanchezza.La preghiera sarà per voi gioia e riposo!" (30.5.1985).
"Oggi vi invito alla preghiera fatta con il cuore, e non per abitudine. Alcuni vengono, ma non desiderano progredire nella preghiera. Perciò voglio ammonirvi quale mamma: pregate affinché in ogni istantela preghiera prenda il sopravvento nei vostri cuori" (25.5.1985).
"Cari figli! Questa parrocchia che ho scelto, è una parrocchia speciale,che si distingue dalle altre.Io do grandi grazie a tutti quelli che pregano con il cuore." (6.2.1986).
"Cari figli! Oggi vi invito a pregare con tutto il cuoree a cambiare in giorno la vostra vita." (13.11 1986).
"Cari figli !... Volgete i vostri cuori alla preghierae chiedete che lo Spirito Santo si effonda su di voi." (9.5.1986).
"Cari figli!... In questo tempo la pace é minacciata in un modo particolaree chiedo da voi di rinnovare il digiuno e la preghiera nelle vostre famiglie.Cari figli, io desidero che voi capiate la serietà della situazionee che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera". (25.7.1991).
Cari Figli! Anche oggi vi invito: Pregate! Pregate! Pregate! Fino a che la preghiera non diventi vita." (25.11.2005).
Dio esaudisce ogni preghiera. Ma spesso si sente qualcuno che dice:"Ho chiesto a Dio qualcosa e non ha esaudito la mia preghiera". Ho pregato per la salute di mia madre, e non ho ricevuto la grazia che avevo chiesto... Ho pregato di superare un esame e invece non l'ho passato. Allora se Dio ha sentito la mia preghiera, perché non mi ha esaudito ? Molti pensano che Dio sia sempre al nostro servizio come se fosse un pronto soccorso e ogni volta che chiediamo qualcosa pretendiamo che sia subito esaudito. Noi diciamo un'Ave Maria, un Padre Nostro o facciamo celebrare una S.Messa e in cambio Dio dovrebbe restituirci subito il favore. Come se Dio fosse un distributore automatico: io inserisco la preghiere e subito esce la grazia. Ma, ci siamo mai chiesti, perché Dio non ha esaudito la nostra preghiera ? Forse ci ricordiamo di Dio solo quando abbiamo bisogno di qualcosa, quando siamo ammalati, quando le nostre forze ci tradiscono, e non possiamo ottenere cio' che desideriamo. Quando stiamo bene ci dimentichiamo di Dio e di pregare. Ci siamo mai chiesti : Se quello che chiediamo a Dio, sia veramente per il nostro bene, per il bene della nostra anima ? Forse questo non fa bene a noi perché ci porterebbe alla nostra condanna; poiché Dio sa di che cosa abbiamo bisogno. Forse abbiamo pregato in stato di peccato mortale o con superbia ? Forse Dio non ci ha dato quello che abbiamo chiesto, però ci ha dato qualcos'altro. Quanta gente prega per la salute, però Dio non le dà la guarigione ma le dà la forza per sopportare il dolore. Forse Dio non esaudisce le nostre preghiere perché pretendiamo che Dio faccia la nostra volontà e non la sua. Quando preghiamo Dio per qualsiasi necessità allora la nostra preghiera deve essere umile in modo che alla fine di ogni preghiera si dica"sia fatta la tua volontà e non la mia". Solo allora anche se le nostre preghiere non sono state esaudite, in realtà sono state esaudite, perché era la volontà di Dio e non la nostra. Se non ci ha dato quello che abbiamo chiesto, lo ha fatto per via della nostra salvezza spirituale. Dio è sempre pronto a sentire la nostra preghiera. Anche prima di chiederlo, egli sa di cosa abbiamo bisogno. La Sacra scrittura conferma questo:
"Chiamami ed io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi e impenetrabiliche tu non conosci", (Ger.33,3) dice il Signore.
"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto." (Mt.7,7-8)
Ma è necessario ricordare che Dio è onnipotente e onnisciente. Egli sa tutto e tutto può.
La sua potenza, la sottolinea anche san Paolo:
"A colui che per la forza che opera in noi, ha potere di fare molto di più di quanto chiediamo o immaginiamo" (Ef.3,20).
Affinché le preghiere vengano esaudite, è necessario adempiere a delle condizioni specifiche. Prima di tutto è necessario avere una forte fede.
"E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, l'otterrete" (Mt.21,22).
Dobbiamo credere che Dio può esaudire tutto quello che chiediamo. E' necessario pregare con il cuore puro. Questa è una condizione molto importante. Quando siamo in peccato grave, Dio non sente le nostre preghiere, poiché con il peccato abbiamo interrotto il legame con Lui. Perché Dio possa sentire la nostra preghiera, è necessario togliere gli ostacoli. E' assolutamente necessario pentirci completamente dei nostri peccati e riconoscerli in confessione.
Gesù dice: "Chiedete quel che volete e vi sarà dato" (Gv.15,7).
Gesù nel Getsemani ha pregato:"Padre mio, se è possibile passi da me questo calice. Però non come voglio io, ma come vuoi tu." (Mt.26,39) Fidarsi di Dio e pregare che sia fatta la sua volontà sia con noi sia con coloro per i quali preghiamo, è la condizione migliore perché Dio esaudisca la nostra preghiera. E' necessario essere grati a Dio per tutto, ed allora Egli esaudisce la nostra preghiera. Signore, ti ringrazio per la grazia che mi hai dato, di poter pregare per quello di cui ho bisogno; e Tu sai bene, cosa è meglio per me e per la salvezza eterna, dei mie fratelli e sorelle.
"Non angustiatevi in nulla, ma in ogni necessità,con la supplica e con la preghiera di ringraziamento,manifestate le vostre richieste a Dio!" (Fil.4,6). E' necessario avere pazienza. Quando chiediamo a Dio qualcosa, noi desideriamo che Dio ce la dia subito. Dimentichiamo sempre che non possiamo sapere cosa in un determinato momento è meglio per noi. Per questo è necessario aver pazienza e lasciare che Dio decida quando ci regalerà qualcosa. Se Dio dovesse esaudire tutte le nostre richieste, nel momento in cui le chiediamo, sicuramente saremmo delusi. Noi in fondo siamo molto limitati per quello che riguarda il futuro. Per questo è meglio lasciare fare a Dio. Tutto quello che chiediamo, lo chiediamo in nome di Cristo.
"Se mi chiederete qualcosa nel mio nome, io lo farò" (Gv.14,13-14). Sempre nella preghiera ringraziamo Dio, lo glorifichiamo, chiediamo giustizia, amore, pace, e più precisamente il regno di Dio e la Sua gloria; in altre parole, la volontà di Dio.
Allora da Dio riceveremo tutto quello che chiediamo. Dio, in effetti, non può rifiutare la nostra richiesta in quanto abbiamo adempiuto tutte le condizioni richieste.
Abbiamo quasi dimenticato di dire cosa ci insegna la Madonna,cioè che Dio esaudirà ogni nostra preghiera se preghiamo con amore e con il cuore. Dio esaudisce le preghiere del cuore.
"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Infatti chi chiede riceve; chi cerca trova; a chi bussa sarà aperto." (Mt.7,7-8).
Anche questo esempio ci conferma quanto continua a dire la Madonna, e ci insegna che Dio esaudisce ogni nostra preghiera, se preghiamo con amore e con il cuore.
Così ci insegna la Madonna da venticinque anni.
Pregare con il cuore vuol dire prima di tutto pregare con amore e con umiltà. Vuol dire pregare con tutto il proprio essere: con il corpo e con l'anima, con il cuore puro.Vuol dire aprirsi completamente a Dio. A lui donare il primo posto nella propria vita. Donarsi completamente a lui. Secondo gli insegnamenti ed i messaggi della Madonna, regare con il cuore vuol dire sperimentare la preghiera come un incontro con Dio. Tutto ciò significa unirsi con Gesù in modo da sentire e sperimentare la bellezza e la grandezza della grazia che Dio ci dà. Anche questo significa ricevere grandi grazie. Pregare con il cuore significa permettere a Dio di eliminare ogni impedimento.
Alcuni di questi messaggi ce lo mostrano con la massima chiarezza:
"Cari figli! Vi invito alla preghiera sincera del cuore,così che la vostra preghiera sia un incontro con il Signore.Date al Signore il primo posto nel lavoro e nella vita quotidiana!" (25.12.1987).
"Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera del cuore.Durante questo tempo di grazia, desidero che ognuno di voi si unisca a Gesù. Senza la preghiera incessante, non potete sentirela bellezza e la grandezza che Dio vi offre. Perciò, figlioli, tutto il tempo, riempite il vostro cuore anche con le piccole preghiere. lo sono con voi e veglio incessantemente su ogni cuore che si dona a me!" (25.2.1989).
"Vi invito nuovamente alla preghiera del cuore. Che la preghiera, o cari figli, sia nutrimento quotidiano per voi,soprattutto in questi giorni, in cui il lavoro dei campi vi affatica a tal punto da non poter pregare col cuore. Pregate, e così potrete superare ogni stanchezza.La preghiera sarà per voi gioia e riposo!" (30.5.1985).
"Oggi vi invito alla preghiera fatta con il cuore, e non per abitudine. Alcuni vengono, ma non desiderano progredire nella preghiera. Perciò voglio ammonirvi quale mamma: pregate affinché in ogni istantela preghiera prenda il sopravvento nei vostri cuori" (25.5.1985).
"Cari figli! Questa parrocchia che ho scelto, è una parrocchia speciale,che si distingue dalle altre.Io do grandi grazie a tutti quelli che pregano con il cuore." (6.2.1986).
"Cari figli! Oggi vi invito a pregare con tutto il cuoree a cambiare in giorno la vostra vita." (13.11 1986).
"Cari figli !... Volgete i vostri cuori alla preghierae chiedete che lo Spirito Santo si effonda su di voi." (9.5.1986).
"Cari figli!... In questo tempo la pace é minacciata in un modo particolaree chiedo da voi di rinnovare il digiuno e la preghiera nelle vostre famiglie.Cari figli, io desidero che voi capiate la serietà della situazionee che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera". (25.7.1991).
Cari Figli! Anche oggi vi invito: Pregate! Pregate! Pregate! Fino a che la preghiera non diventi vita." (25.11.2005).
Dio esaudisce ogni preghiera. Ma spesso si sente qualcuno che dice:"Ho chiesto a Dio qualcosa e non ha esaudito la mia preghiera". Ho pregato per la salute di mia madre, e non ho ricevuto la grazia che avevo chiesto... Ho pregato di superare un esame e invece non l'ho passato. Allora se Dio ha sentito la mia preghiera, perché non mi ha esaudito ? Molti pensano che Dio sia sempre al nostro servizio come se fosse un pronto soccorso e ogni volta che chiediamo qualcosa pretendiamo che sia subito esaudito. Noi diciamo un'Ave Maria, un Padre Nostro o facciamo celebrare una S.Messa e in cambio Dio dovrebbe restituirci subito il favore. Come se Dio fosse un distributore automatico: io inserisco la preghiere e subito esce la grazia. Ma, ci siamo mai chiesti, perché Dio non ha esaudito la nostra preghiera ? Forse ci ricordiamo di Dio solo quando abbiamo bisogno di qualcosa, quando siamo ammalati, quando le nostre forze ci tradiscono, e non possiamo ottenere cio' che desideriamo. Quando stiamo bene ci dimentichiamo di Dio e di pregare. Ci siamo mai chiesti : Se quello che chiediamo a Dio, sia veramente per il nostro bene, per il bene della nostra anima ? Forse questo non fa bene a noi perché ci porterebbe alla nostra condanna; poiché Dio sa di che cosa abbiamo bisogno. Forse abbiamo pregato in stato di peccato mortale o con superbia ? Forse Dio non ci ha dato quello che abbiamo chiesto, però ci ha dato qualcos'altro. Quanta gente prega per la salute, però Dio non le dà la guarigione ma le dà la forza per sopportare il dolore. Forse Dio non esaudisce le nostre preghiere perché pretendiamo che Dio faccia la nostra volontà e non la sua. Quando preghiamo Dio per qualsiasi necessità allora la nostra preghiera deve essere umile in modo che alla fine di ogni preghiera si dica"sia fatta la tua volontà e non la mia". Solo allora anche se le nostre preghiere non sono state esaudite, in realtà sono state esaudite, perché era la volontà di Dio e non la nostra. Se non ci ha dato quello che abbiamo chiesto, lo ha fatto per via della nostra salvezza spirituale. Dio è sempre pronto a sentire la nostra preghiera. Anche prima di chiederlo, egli sa di cosa abbiamo bisogno. La Sacra scrittura conferma questo:
"Chiamami ed io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi e impenetrabiliche tu non conosci", (Ger.33,3) dice il Signore.
"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto." (Mt.7,7-8)
Ma è necessario ricordare che Dio è onnipotente e onnisciente. Egli sa tutto e tutto può.
La sua potenza, la sottolinea anche san Paolo:
"A colui che per la forza che opera in noi, ha potere di fare molto di più di quanto chiediamo o immaginiamo" (Ef.3,20).
Affinché le preghiere vengano esaudite, è necessario adempiere a delle condizioni specifiche. Prima di tutto è necessario avere una forte fede.
"E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, l'otterrete" (Mt.21,22).
Dobbiamo credere che Dio può esaudire tutto quello che chiediamo. E' necessario pregare con il cuore puro. Questa è una condizione molto importante. Quando siamo in peccato grave, Dio non sente le nostre preghiere, poiché con il peccato abbiamo interrotto il legame con Lui. Perché Dio possa sentire la nostra preghiera, è necessario togliere gli ostacoli. E' assolutamente necessario pentirci completamente dei nostri peccati e riconoscerli in confessione.
Gesù dice: "Chiedete quel che volete e vi sarà dato" (Gv.15,7).
Gesù nel Getsemani ha pregato:"Padre mio, se è possibile passi da me questo calice. Però non come voglio io, ma come vuoi tu." (Mt.26,39) Fidarsi di Dio e pregare che sia fatta la sua volontà sia con noi sia con coloro per i quali preghiamo, è la condizione migliore perché Dio esaudisca la nostra preghiera. E' necessario essere grati a Dio per tutto, ed allora Egli esaudisce la nostra preghiera. Signore, ti ringrazio per la grazia che mi hai dato, di poter pregare per quello di cui ho bisogno; e Tu sai bene, cosa è meglio per me e per la salvezza eterna, dei mie fratelli e sorelle.
"Non angustiatevi in nulla, ma in ogni necessità,con la supplica e con la preghiera di ringraziamento,manifestate le vostre richieste a Dio!" (Fil.4,6). E' necessario avere pazienza. Quando chiediamo a Dio qualcosa, noi desideriamo che Dio ce la dia subito. Dimentichiamo sempre che non possiamo sapere cosa in un determinato momento è meglio per noi. Per questo è necessario aver pazienza e lasciare che Dio decida quando ci regalerà qualcosa. Se Dio dovesse esaudire tutte le nostre richieste, nel momento in cui le chiediamo, sicuramente saremmo delusi. Noi in fondo siamo molto limitati per quello che riguarda il futuro. Per questo è meglio lasciare fare a Dio. Tutto quello che chiediamo, lo chiediamo in nome di Cristo.
"Se mi chiederete qualcosa nel mio nome, io lo farò" (Gv.14,13-14). Sempre nella preghiera ringraziamo Dio, lo glorifichiamo, chiediamo giustizia, amore, pace, e più precisamente il regno di Dio e la Sua gloria; in altre parole, la volontà di Dio.
Allora da Dio riceveremo tutto quello che chiediamo. Dio, in effetti, non può rifiutare la nostra richiesta in quanto abbiamo adempiuto tutte le condizioni richieste.
Abbiamo quasi dimenticato di dire cosa ci insegna la Madonna,cioè che Dio esaudirà ogni nostra preghiera se preghiamo con amore e con il cuore. Dio esaudisce le preghiere del cuore.
"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Infatti chi chiede riceve; chi cerca trova; a chi bussa sarà aperto." (Mt.7,7-8).
Anche questo esempio ci conferma quanto continua a dire la Madonna, e ci insegna che Dio esaudisce ogni nostra preghiera, se preghiamo con amore e con il cuore.
Pregare
Pregare significa aprire le mani dinanzi a Dio. Significa allentare gradualmentela tensione che ti fa tenere strette insieme le mani e accettare la tua esistenza con crescente disponibilità. Non come un possesso da difendere,ma come un dono da ricevere. Sopratutto, la preghiera è un modo di vita che ti consente di trovare la serenità in mezzo al mondo nel quale tu aprile tue mani alle promesse di Dio e trovi speranza per te stesso, per iltuo prossimo e per il tuo mondo. Nella preghiera incontri Dio non soltanto nella voce sommessa e nel sommesso soffio di vento, ma anche in mezzo al trambusto del mondo, nell'angoscia e nella gioia del tuo prossimo e nellasolitudine del tuo stesso cuore.
(Da "A mani aperte" di H. Nouwen)
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(Da "A mani aperte" di H. Nouwen)
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Madre dell'umanità
Madre di Dio e Madre dell'umanità, Madre della Chiesa e Madre di ognuno di noi:
nessuno a Te ricorre invano; nessuno è da Te deluso, dimenticato, abbandonato!
Noi Ti invochiamo, perciò,con filiale e confidente trasporto.
Resta accanto a noi! Tu sei nostra Madre!
(Ins. Giovanni Paolo II, 1991, v. 14, 1, p. 6)
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nessuno a Te ricorre invano; nessuno è da Te deluso, dimenticato, abbandonato!
Noi Ti invochiamo, perciò,con filiale e confidente trasporto.
Resta accanto a noi! Tu sei nostra Madre!
(Ins. Giovanni Paolo II, 1991, v. 14, 1, p. 6)
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Preghiera allo Spirito Santo
Spirito Santo, eterno Amore,che sei dolce Luce che mi inondi e rischiari la notte del mio cuore;
Tu ci guidi qual mano di una mamma; ma se Tu ci lasci non più d'un passo solo avanzeremo!
Tu sei lo spazio che l'essere mio circonda e in cui si cela.
Se m'abbandoni cado nell'abisso del nulla, da dove all'esser mi chiamasti.
Tu a me vicino più di me stessa, più intimo dell'intimo mio.
Eppur nessun Ti tocca o Ti comprendee d'ogni nome infrangi le catene.
Spirito Santo, eterno Amore.
(Edit Stein (S. Teresa Benedetta della Croce))
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Tu ci guidi qual mano di una mamma; ma se Tu ci lasci non più d'un passo solo avanzeremo!
Tu sei lo spazio che l'essere mio circonda e in cui si cela.
Se m'abbandoni cado nell'abisso del nulla, da dove all'esser mi chiamasti.
Tu a me vicino più di me stessa, più intimo dell'intimo mio.
Eppur nessun Ti tocca o Ti comprendee d'ogni nome infrangi le catene.
Spirito Santo, eterno Amore.
(Edit Stein (S. Teresa Benedetta della Croce))
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Beata Maria Vergine di Fatima
Il 13 maggio del 1917 tre bambini pascolavano un piccolo gregge nella Cova da Iria, frazione di Fatima, comune di Villa Nova de Ourém, oggi Diocesi di Leiria-Fatima. Si chiamavano Lucia de Jesus, di 10 anni e i suoi cugini Francesco e Giacinta Marto, di 9 e 7 anni (beatificati dal Servo di Dio Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000).Verso mezzogiorno, dopo aver recitato il rosario come facevano abitualmente, si intrattennero a costruire una piccola casa con pietre raccolte sul luogo, dove oggi sorge la Basilica. All´ improvviso videro una grande luce; pensando che si trattasse di un lampo decisero di andarsene, ma sopraggiunse un altro lampo che illuminó il luogo e videro sopra un piccolo elce (dove ora si trova la Cappellina delle Apparizioni) una “Signora più splendente del sole” dalle cui mani pendeva un rosario bianco.
La Signora disse ai tre Pastorelli che era necessario pregare molto e li invitò a tornare alla Cova da Iria :
«...Sono venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi di seguito, il 13, a questa stessa ora. In seguito, vi dirò chi sono e che cosa voglio. Dopo ritornerò ancora qui una settima volta...Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra..»
I bambini così fecero nei giorni 13 giugno :
«...Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato. A tutti coloro che aderiranno a questa devozione, io prometto la salvezza; le loro anime saranno gradite a Dio come fiori deposti da me sul Suo trono... » ;
13 luglio :
«... Se si darà ascolto alle mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la pace... Il santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà, e verrà concesso al mondo un periodo di pace. Quando reciterete il Rosario, dopo ogni decina dite: “O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che più ne hanno bisogno.”...;
19 agosto (l´apparizione ebbe luogo nella località "dos Valinhos" a circa 500 metri da Aljustrel, perché il giorno 13 i bambini furono sequestrati dal sindaco e portati a Villa Nova de Ourém) :
«... Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il 13, e che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni... »;
13 settembre : «... Continuate a dire il rosario per ottenere la fine della guerra... ».
Nell´ ultima apparizione, il 13 ottobre, alla presenza di circa 70.000 persone, la Signora disse «... Voglio dirti che si costruisca qui una cappella in mio onore. Io sono Nostra Signora del Rosario. Che si continui sempre a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i militari rientreranno presto a casa...»
Dopo l´apparizione, tutti i presenti furono testimoni del miracolo promesso ai tre bambini nei mesi di luglio e di settembre: il sole, simile ad un disco d´argento, che poteva essere fissato senza difficoltà, girava su se stesso come una ruota di fuoco e sembrava che volesse precipitare sulla terra. La notizia dell’accadimento comparve in prima pagina sul quotidiano O Século, di Lisbona, il 15 ottobre 1917.
Più tardi, quando Lucia era già Religiosa di S. Dorotea, la Madonna le apparve nuovamente, in Spagna (il 10 dicembre 1925 e il 15 febbraio 1926, nel Convento di Pontevedra e ancora nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 1929 nel Convento di Tuy) chiedendo la devozione dei primi cinque sabati del mese (recitare il rosario meditandone i misteri, confessarsi e ricevere la S. Comunione, in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria) e la consacrazione della Russia al Suo Cuore Imamacolato. Questa richiesta la Madonna l’aveva già annunciata il 13 luglio 1917.
Alcuni anni più tardi, Lucia rivelò ancora che, tra i mesi di aprile e di ottobre del 1916, apparve ai tre Veggenti un Angelo per tre volte: due volte alla "Loca do Cabeço" e una volta al pozzo nell´orto della casa di Lucia. In queste Apparizioni l´Angelo li aveva invitati alla preghiera e alla penitenza.
Dal 1917 non hanno mai cessato di andare alla Cova da Iria migliaia e migliaia di pellegrini di tutto il mondo; inizialmente soprattutto nei giorni 13 di ogni mese, in seguito durante i periodi di ferie estivi e invernali e adesso sempre di più nei fine settimana e nei giorni feriali, per un totale annuale di circa quattro milioni di pellegrini.
La Consacrazione del Mondo al Cuore Immacolato di Maria, ebbe luogo in Piazza S. Pietro, in Vaticano, il 25 Marzo 1984. Per quell’occasione, il Papa Giovanni Paolo II, ora Servo di Dio, chiese la presenza della statua della Madonna di Fatima, venerata nella Cappellina delle Apparizioni.
Davanti alla statua, il Papa ripeté l’Atto di Affidamento e di Consacrazione che aveva fatto a Fatima il 13 Maggio del 1982 di cui le ultime parole, rivolte alla Madonna, furono :
« Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini! Carico della sofferenza di intere società! Aiutaci con la forza dello Spirito Santo a vincere tutti i peccati: il peccato dell’uomo e il “peccato del mondo”, infine il peccato in tutte le sue manifestazioni. Che si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l’infinita potenza salvifica della Redenzione: la forza infinita dell’Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Che esso trasformi le coscienze! Che si manifesti per tutti, nel Tuo Cuore Immacolato, la luce della Speranza! » .
sabato 9 maggio 2009
I due semi
Due semi erano insieme nella terra appena seminata.
Il primo disse all'altro:"Voglio crescere! Voglio che le mie radici arrivino molto in fondo e che i miei germogli rompano la superficie della terra che mi ricopre... Voglio spiegare i miei teneri germogli come bandiere per annunciare l'arrivo della primavera... Voglio sentire il calore del sole sul mio viso e la carezza della rugiada mattutina sui miei petali".
E fu così che crebbe.
Il secondo seme disse:"Ho paura... Se permetto che le mie radici vadano verso il basso, non so che cosa troverò nell'oscurità. Se mi faccio strada attraverso il suolo duro, posso danneggiare il miei germogli delicati... e se lascio che i miei boccioli si aprano ed un serpente tenta di mangiarli? Inoltre, se aprissi i miei petali, un bambino piccolo potrebbe strapparmi dal suolo. No, non lo farò, mi conviene aspettare fino a quando sarò al sicuro!".
Ed allora attese. In quel momento, un uccello che volava su quel luogo alla ricerca di cibo, trovò il seme che decise di aspettare, e subito lo divorò.
Questa storiella vuole ricordarci che, chi si rifiuta di correre rischi non volendo crescere, ben presto sarà inghiottito dalla vita.
E' importante che riflettiamo su questo messaggio: forse qualche volta vale la pena rischiare qualcosa.
Viviamo con più fiducia, confidando in Gesù, sapendo in anticipo che tutto ci andrà bene, come ci ha promesso Lui.
:
Il primo disse all'altro:"Voglio crescere! Voglio che le mie radici arrivino molto in fondo e che i miei germogli rompano la superficie della terra che mi ricopre... Voglio spiegare i miei teneri germogli come bandiere per annunciare l'arrivo della primavera... Voglio sentire il calore del sole sul mio viso e la carezza della rugiada mattutina sui miei petali".
E fu così che crebbe.
Il secondo seme disse:"Ho paura... Se permetto che le mie radici vadano verso il basso, non so che cosa troverò nell'oscurità. Se mi faccio strada attraverso il suolo duro, posso danneggiare il miei germogli delicati... e se lascio che i miei boccioli si aprano ed un serpente tenta di mangiarli? Inoltre, se aprissi i miei petali, un bambino piccolo potrebbe strapparmi dal suolo. No, non lo farò, mi conviene aspettare fino a quando sarò al sicuro!".
Ed allora attese. In quel momento, un uccello che volava su quel luogo alla ricerca di cibo, trovò il seme che decise di aspettare, e subito lo divorò.
Questa storiella vuole ricordarci che, chi si rifiuta di correre rischi non volendo crescere, ben presto sarà inghiottito dalla vita.
E' importante che riflettiamo su questo messaggio: forse qualche volta vale la pena rischiare qualcosa.
Viviamo con più fiducia, confidando in Gesù, sapendo in anticipo che tutto ci andrà bene, come ci ha promesso Lui.
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La storia dei tre alberi
C'erano una volta tre alberi, che crescevano l'uno accanto all'altro nel bosco. Erano amici. E come quasi tutti gli amici, anche loro chiacchieravano tanto. E come quasi tutti gli amici, anche loro erano molto diversi, nonostante crescessero nello stesso posto e fossero tutti all'incirca della stessa altezza. Il primo albero amava la bellezza. Il secondo albero amava l'avventura. E il terzo albero amava Dio. Un giorno, gli alberi parlavano di ciò che sarebbero voluti diventare da grandi. «Quando sarò grande, vorrei essere un baule intagliato, di quelli dove si conservano i tesori, pieno di gioielli scintillanti», disse il primo albero. Il secondo albero non pensava a cose del genere. «Quando sarò grande, vorrei essere un potente veliero», disse. «Insieme al capitano, un grande esploratore, scoprirò nuove terre.» Nel frattempo, il terzo albero scuoteva i rami. «Io non vorrei essere trasformato in niente», disse. «Vorrei restare esattamente qui dove sono e diventare ogni anno sempre più alto. Vorrei diventare l'albero più alto della foresta. E quando gli uomini mi guarderanno, li farò pensare a Dio.»
Passarono gli anni e un giorno nella foresta arrivarono tre boscaioli. «Finalmente!», gridò il primo albero, quando il primo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un baule di tesori si realizzerà.» «Splendido!», gridò il secondo albero, quando il secondo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un veliero si potrà realizzare.» «Oh no!», gridò il terzo albero, quando il terzo boscaiolo lo abbatté. «Ora non potrò parlare agli uomini di Dio.»
I boscaioli portarono via i tre alberi. E per due di loro il futuro era carico di promesse. Ma non ci volle molto perché tutti e tre dovessero seppellire i loro sogni. Anziché essere trasformato in un bel baule di tesori, il primo albero diventò una brutta mangiatoia per animali. Anziché un agile veliero, il secondo albero diventò un semplice peschereccio. E del terzo albero non fecero niente. Fu tagliato in assi, che furono lasciate in una pila nel giardino del falegname.
La vita continuò. Gli anni passarono. E piano piano, i tre alberi impararono a convivere con i loro sogni infranti. Poi, una notte, la vita del primo albero cambiò repentinamente. Nacque un bambino, con tutta evidenza non un bambino comune. Gli angeli cantarono, pastori vennero a visitarlo. Indovina quale mangiatoia usò come culla la madre del bambino? Quando il primo albero capì che cosa era successo, il suo cuore si riempì di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non sono stato riempito d'oro e di gioielli, ma ho portato il più prezioso tesoro del mondo.»
Passarono molti altri anni, in tutto circa 30, e un giorno, infine, anche la vita del secondo albero cambiò. Era fuori, in mezzo al mare, quando si scatenò una tempesta terribile. Il vento soffiava violentemente e le onde erano tanto alte che la barchetta era persuasa di affondare. Ma a quel punto accadde qualcosa di incredibile. Uno degli uomini che essa trasportava, si alzò. «Taci, calmati!», disse al vento e alle onde. Ed essi obbedirono. Quando il secondo albero afferrò ciò che era accaduto, anche il suo cuore si riempì di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non ho trasportato un grande esploratore, ma ho trasportato il Creatore del cielo e della terra.»
Non molto tempo dopo, anche la vita del terzo albero subì un cambiamento. Arrivò un falegname e lo portò via. Con sua grande costernazione, però, non fu lavorato per farne qualcosa di bello. Non ne fecero neppure qualcosa di utile. Invece, ne fu fatta una grezza croce di legno. «Questo è il tipo di croce sulla quale i soldati crocifiggono i criminali», pensò l'albero, sconvolto. E in effetti fu trasportato sul luogo dell'esecuzione. Là, in cima ad una collina fu inchiodato sopra le sue travi un uomo condannato a morte. Per la verità sarebbe dovuto essere il giorno più brutto della vita dell'albero, ma l'uomo inchiodato sulla croce non era un comune criminale che doveva pagare la pena dei suoi delitti. Era un innocente, Gesù Cristo, figlio di Dio, che moriva per i peccati del mondo. E quando il terzo albero capì ciò che era successo, il suo cuore esultò di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non diventerò l'albero più alto del bosco, ma sarò la croce che farà pensare gli uomini a Gesù Cristo.»
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Passarono gli anni e un giorno nella foresta arrivarono tre boscaioli. «Finalmente!», gridò il primo albero, quando il primo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un baule di tesori si realizzerà.» «Splendido!», gridò il secondo albero, quando il secondo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un veliero si potrà realizzare.» «Oh no!», gridò il terzo albero, quando il terzo boscaiolo lo abbatté. «Ora non potrò parlare agli uomini di Dio.»
I boscaioli portarono via i tre alberi. E per due di loro il futuro era carico di promesse. Ma non ci volle molto perché tutti e tre dovessero seppellire i loro sogni. Anziché essere trasformato in un bel baule di tesori, il primo albero diventò una brutta mangiatoia per animali. Anziché un agile veliero, il secondo albero diventò un semplice peschereccio. E del terzo albero non fecero niente. Fu tagliato in assi, che furono lasciate in una pila nel giardino del falegname.
La vita continuò. Gli anni passarono. E piano piano, i tre alberi impararono a convivere con i loro sogni infranti. Poi, una notte, la vita del primo albero cambiò repentinamente. Nacque un bambino, con tutta evidenza non un bambino comune. Gli angeli cantarono, pastori vennero a visitarlo. Indovina quale mangiatoia usò come culla la madre del bambino? Quando il primo albero capì che cosa era successo, il suo cuore si riempì di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non sono stato riempito d'oro e di gioielli, ma ho portato il più prezioso tesoro del mondo.»
Passarono molti altri anni, in tutto circa 30, e un giorno, infine, anche la vita del secondo albero cambiò. Era fuori, in mezzo al mare, quando si scatenò una tempesta terribile. Il vento soffiava violentemente e le onde erano tanto alte che la barchetta era persuasa di affondare. Ma a quel punto accadde qualcosa di incredibile. Uno degli uomini che essa trasportava, si alzò. «Taci, calmati!», disse al vento e alle onde. Ed essi obbedirono. Quando il secondo albero afferrò ciò che era accaduto, anche il suo cuore si riempì di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non ho trasportato un grande esploratore, ma ho trasportato il Creatore del cielo e della terra.»
Non molto tempo dopo, anche la vita del terzo albero subì un cambiamento. Arrivò un falegname e lo portò via. Con sua grande costernazione, però, non fu lavorato per farne qualcosa di bello. Non ne fecero neppure qualcosa di utile. Invece, ne fu fatta una grezza croce di legno. «Questo è il tipo di croce sulla quale i soldati crocifiggono i criminali», pensò l'albero, sconvolto. E in effetti fu trasportato sul luogo dell'esecuzione. Là, in cima ad una collina fu inchiodato sopra le sue travi un uomo condannato a morte. Per la verità sarebbe dovuto essere il giorno più brutto della vita dell'albero, ma l'uomo inchiodato sulla croce non era un comune criminale che doveva pagare la pena dei suoi delitti. Era un innocente, Gesù Cristo, figlio di Dio, che moriva per i peccati del mondo. E quando il terzo albero capì ciò che era successo, il suo cuore esultò di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non diventerò l'albero più alto del bosco, ma sarò la croce che farà pensare gli uomini a Gesù Cristo.»
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Atto di Consacrazione a Cristo per mezzo di Maria
San Luigi Maria Grignion de Montfort
Gesù, Sapienza eterna e incarnata ti adoro nella gloria del Padre durante l'eternità e nel seno della Vergine Maria nella tua Incarnazione.
Ti ringrazio che sei venuto nel mondo, uomo tra gli uomini e servo del Padre, per liberarmi dalla schiavitù del peccato.
Ti sono riconoscente perchè sei vissuto nell'obbedienza d'amore a Maria, per rendermi tuo discepolo fedele.
Purtroppo non ho mantenuto le promesse e gli impegni del mio Battesimo.
Non sono degno di essere chiamato figlio di Dio.
Ricorro perciò all'intercessione misericordiosa di tua Madre; con il suo aiuto spero di ottenere
il perdono dei miei peccati e la comunione perseverante con te, Sapienza Incarnata.
Ti saluto, dunque, Maria Immacolata, vivo tempio di Dio: in te l'Eterna Sapienza ha dimorato
per ricevere l'adorazione degli angeli e degli uomini.
Ti saluto, Regina del cielo e della terra: a te sono sottomesse tutte le creature.
Ti saluto, sicuro rifugio dei peccatori: ognuno sperimenta la tua misericordia.
Accogli i miei desideri della divina Sapienza e la mia consacrazione totale.
Consapevole della mia vocazione cristiana, io rinnovo oggi nelle tue mani, o Maria, gli impegni
del mio Battesimo.
Rinuncio a Satana., alle sue seduzioni, alle sue opere, e mi consacro a Gesù Cristo, per portare con Lui la mia croce nella fedeltà di ogni giorno alla volontà del Padre.
Alla presenza di tutta la Chiesa ti riconosco per mia Madre e Sovrana.
A te offro e consacro la mia persona, la mia vita e il valore delle mie buone opere, passate presenti e future.
Disponi di me e di quanto mi appartiene alla maggior gloria di Dio, nel tempo e nell'eternità.
Accogli, Madre del Signore, questa mia donazione e presentala al tuo Figlio:
Lui che mi ha redento con la tua collaborazione, riceva pure per tuo mezzo il dono totale di me stesso.
Che io viva la mia consacrazione per continuare in me l'obbedienza d'amore del tuo Figlio e dare una risposta vitale alla missione che Dio ti ha affidato nella storia della salvezza.
Madre misericordiosa, ottienimi la vera sapienza di Dio, e rendimi pienamente disponibile
alla tua opera materna.
Vergine fedele, trasformami in un autentico discepolo del tuo Figlio, Sapienza Incarnata.
Con te, Madre e modello della mia vita, giungerò alla piena maturità del Cristo sulla terra e alla gloria del cielo.
Amen.
Gesù, Sapienza eterna e incarnata ti adoro nella gloria del Padre durante l'eternità e nel seno della Vergine Maria nella tua Incarnazione.
Ti ringrazio che sei venuto nel mondo, uomo tra gli uomini e servo del Padre, per liberarmi dalla schiavitù del peccato.
Ti sono riconoscente perchè sei vissuto nell'obbedienza d'amore a Maria, per rendermi tuo discepolo fedele.
Purtroppo non ho mantenuto le promesse e gli impegni del mio Battesimo.
Non sono degno di essere chiamato figlio di Dio.
Ricorro perciò all'intercessione misericordiosa di tua Madre; con il suo aiuto spero di ottenere
il perdono dei miei peccati e la comunione perseverante con te, Sapienza Incarnata.
Ti saluto, dunque, Maria Immacolata, vivo tempio di Dio: in te l'Eterna Sapienza ha dimorato
per ricevere l'adorazione degli angeli e degli uomini.
Ti saluto, Regina del cielo e della terra: a te sono sottomesse tutte le creature.
Ti saluto, sicuro rifugio dei peccatori: ognuno sperimenta la tua misericordia.
Accogli i miei desideri della divina Sapienza e la mia consacrazione totale.
Consapevole della mia vocazione cristiana, io rinnovo oggi nelle tue mani, o Maria, gli impegni
del mio Battesimo.
Rinuncio a Satana., alle sue seduzioni, alle sue opere, e mi consacro a Gesù Cristo, per portare con Lui la mia croce nella fedeltà di ogni giorno alla volontà del Padre.
Alla presenza di tutta la Chiesa ti riconosco per mia Madre e Sovrana.
A te offro e consacro la mia persona, la mia vita e il valore delle mie buone opere, passate presenti e future.
Disponi di me e di quanto mi appartiene alla maggior gloria di Dio, nel tempo e nell'eternità.
Accogli, Madre del Signore, questa mia donazione e presentala al tuo Figlio:
Lui che mi ha redento con la tua collaborazione, riceva pure per tuo mezzo il dono totale di me stesso.
Che io viva la mia consacrazione per continuare in me l'obbedienza d'amore del tuo Figlio e dare una risposta vitale alla missione che Dio ti ha affidato nella storia della salvezza.
Madre misericordiosa, ottienimi la vera sapienza di Dio, e rendimi pienamente disponibile
alla tua opera materna.
Vergine fedele, trasformami in un autentico discepolo del tuo Figlio, Sapienza Incarnata.
Con te, Madre e modello della mia vita, giungerò alla piena maturità del Cristo sulla terra e alla gloria del cielo.
Amen.
Mamma ho bisogno di Te
“Madre! —Chiamala forte, forte”
Madre! —Chiamala forte, forte. —Ti ascolta, ti vede forse in pericolo e ti offre, Santa Maria tua Madre, con la grazia di suo Figlio, la consolazione del suo grembo, la tenerezza delle sue carezze: e ti sentirai rinfrancato per la nuova lotta. (Cammino, 516)
Per capire il ruolo di Maria nella vita cristiana, per sentirci attratti verso di Lei, per cercare con affetto filiale la sua amorevole compagnia, non occorrono lunghe disquisizioni, anche se il mistero della maternità divina ha una ricchezza di contenuto su cui non si rifletterà mai abbastanza. Dobbiamo amare Dio con lo stesso cuore col quale amiamo i nostri genitori, i nostri fratelli, le altre persone della nostra famiglia, i nostri amici: abbiamo un cuore solo. Con questo solo cuore dobbiamo rivolgerci a Maria.
Come si comporta un figlio con sua madre? In tanti modi diversi, ma sempre con affetto e fiducia. Con un affetto che si manifesterà di volta in volta secondo le occasioni tracciate dalla vita stessa. Lungi da ogni freddezza, si creano cosìo tenere e intime consuetudini domestiche fatte di piccole attenzioni quotidiane che il figlio sente il bisogno di rivolgere alla madre e di cui la madre sente la mancanza se il figlio le dimentica: un bacio, una carezza uscendo o entrando in casa, un piccolo regalo, qualche parola intensa ed espressiva. (E' Gesù che passa, 142)
Madre! —Chiamala forte, forte. —Ti ascolta, ti vede forse in pericolo e ti offre, Santa Maria tua Madre, con la grazia di suo Figlio, la consolazione del suo grembo, la tenerezza delle sue carezze: e ti sentirai rinfrancato per la nuova lotta. (Cammino, 516)
Per capire il ruolo di Maria nella vita cristiana, per sentirci attratti verso di Lei, per cercare con affetto filiale la sua amorevole compagnia, non occorrono lunghe disquisizioni, anche se il mistero della maternità divina ha una ricchezza di contenuto su cui non si rifletterà mai abbastanza. Dobbiamo amare Dio con lo stesso cuore col quale amiamo i nostri genitori, i nostri fratelli, le altre persone della nostra famiglia, i nostri amici: abbiamo un cuore solo. Con questo solo cuore dobbiamo rivolgerci a Maria.
Come si comporta un figlio con sua madre? In tanti modi diversi, ma sempre con affetto e fiducia. Con un affetto che si manifesterà di volta in volta secondo le occasioni tracciate dalla vita stessa. Lungi da ogni freddezza, si creano cosìo tenere e intime consuetudini domestiche fatte di piccole attenzioni quotidiane che il figlio sente il bisogno di rivolgere alla madre e di cui la madre sente la mancanza se il figlio le dimentica: un bacio, una carezza uscendo o entrando in casa, un piccolo regalo, qualche parola intensa ed espressiva. (E' Gesù che passa, 142)
Il Santo Rosario è un'arma potente
Il Santo Rosario è un'arma potente. Impiegala con fiducia e ti meraviglierai del risultato. (Cammino, 558)Anche i nostri rapporti con la Madre del Cielo richiedono norme di pietà filiale che guidino il nostro comportamento verso di Lei. Molti cristiani adottano l'antica consuetudine dello scapolare, o usano salutare — non c'è bisogno di parole, basta un pensiero — le immagini di Maria che si trovano in ogni casa cristiana o che adornano le strade in tante città.
Altri vivono quella preghiera meravigliosa che è il santo Rosario, nel quale l'anima non si stanca di ripetere le stesse cose, come non se ne stancano gli innamorati che si amano veramente, e in cui si impara a rivivere i momenti centrali della vita del Signore.
Altri ancora si sono abituati a dedicare alla Madonna un giorno della settimana — proprio il giorno in cui siamo oggi riuniti, il sabato — come un'occasione per offrirle qualche piccola attenzione e per meditare più intensamente sulla sua maternità.
Ci sono molte altre devozioni mariane che non è necessario ricordare in questo momento. Certamente non si tratta di praticarle tutte insieme — crescere nella vita soprannaturale è cosa ben diversa dal fare accumulo di devozioni —: devo però dire che non possiede la pienezza della fede chi non ne vive nessuna, chi non manifesta in qualche modo il suo amore a Maria. (E' Gesù che passa, 142)
Maria, maestra di orazione
L'amore per nostra Madre sarà come un soffio che accenderà di fiamma viva le braci di virtù, nascoste nel mucchio di cenere della tua tiepidezza. (Cammino, 492)
Ama la Madonna. E Lei ti otterrà grazia abbondante per vincere in questa lotta quotidiana.
—E non serviranno a nulla al maligno quelle cose perverse che salgono, salgono, ribollendo dentro di te, per cercare di annegare nel loro putridume odoroso i grandi ideali, i comandamenti sublimi che Cristo stesso ha messo nel tuo cuore. —Serviam! (Cammino, 493)
A Gesù si va e si “ritorna” sempre per Maria.(Cammino, 495)
Maria, maestra di orazione.
Guarda come prega suo Figlio, a Cana. E come insiste, senza perdersi d'animo, con perseveranza. —E come ottiene.—Impara. (Cammino, 502)
Non si può condurre una vita pura senza l'aiuto divino. Dio vuole la nostra umiltà, vuole che chiediamo il suo aiuto, attraverso la Madre nostra e sua.
Devi dire alla Vergine, proprio adesso, nella solitudine piena di compagnia del tuo cuore, parlando senza rumore di parole: Madre mia, questo mio povero cuore qualche volta si ribella... Ma se tu mi aiuti...
E ti aiuterà, affinché tu lo custodisca puro e prosegua per il cammino a cui Dio ti ha chiamato: la Vergine ti aiuterà sempre a compiere la Volontà di Dio. (Forgia, 315)
Ama la Madonna. E Lei ti otterrà grazia abbondante per vincere in questa lotta quotidiana.
—E non serviranno a nulla al maligno quelle cose perverse che salgono, salgono, ribollendo dentro di te, per cercare di annegare nel loro putridume odoroso i grandi ideali, i comandamenti sublimi che Cristo stesso ha messo nel tuo cuore. —Serviam! (Cammino, 493)
A Gesù si va e si “ritorna” sempre per Maria.(Cammino, 495)
Maria, maestra di orazione.
Guarda come prega suo Figlio, a Cana. E come insiste, senza perdersi d'animo, con perseveranza. —E come ottiene.—Impara. (Cammino, 502)
Non si può condurre una vita pura senza l'aiuto divino. Dio vuole la nostra umiltà, vuole che chiediamo il suo aiuto, attraverso la Madre nostra e sua.
Devi dire alla Vergine, proprio adesso, nella solitudine piena di compagnia del tuo cuore, parlando senza rumore di parole: Madre mia, questo mio povero cuore qualche volta si ribella... Ma se tu mi aiuti...
E ti aiuterà, affinché tu lo custodisca puro e prosegua per il cammino a cui Dio ti ha chiamato: la Vergine ti aiuterà sempre a compiere la Volontà di Dio. (Forgia, 315)
giovedì 7 maggio 2009
La storia di Fatima
La Beata Vergine Maria, la Madre di Dio, apparve per sei volte a tre pastorelli ("i Tre Veggenti")vicino alla città di Fatima, Portogallo, tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917). Apparendo ai bambini, la Beata Vergine disse loro di essere stata mandata da Dio con un messaggio per ogni uomo, ogni donna e ogni bambino vivente nel nostro secolo. Giungendo in un momento in cui la civiltà era devastata dalla guerra e da violenze sanguinarie, Essa promise che il Cielo avrebbe concesso la pace a tutto il mondo se le Sue richieste di preghiera, riparazione e consacrazione fossero state ascoltate ed eseguite."Se le mie richieste verranno esaudite.......vi sarà la pace"
Nostra Signora di Fatima spiegò ai bambini che la guerra è una punizione per il peccato e ammonì che Dio avrebbe ulteriormente castigato il mondo per la disobbedienza alla Sua Volontà e per la persecuzione della Chiesa, del Santo Padre e della Fede Cattolica. La Madre di Dio profetizzò che la Russia sarebbe stata scelta da Dio come "strumento di castigo", diffondendo gli "errori" dell'ateismo e del materialismo per tutta la terra, fomentando guerre, annientando nazioni e perseguitando la Fede ovunque.
"Se le Mie richieste non verranno esaudite, la Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, provocando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. Il buono verrà martirizzato, il Santo Padre soffrirà molto e diverse nazioni verranno annientate".
In tutte le Sue apparizioni a Fatima, la Beata Madre sottolineò ripetutamente la necessità di pregare quotidianamente il Rosario, di indossare lo Scapolare Scuro del Carmelo e di compiere atti di riparazione e sacrificio. Per prevenire l'imminente terribile castigo della Russia e per convertire "quella povera nazione", Nostra Signora richiese la solenne Consacrazione pubblica della Russia al Suo Cuore Immacolato da parte del Papa e di tutti i vescovi Cattolici del mondo. Ella chiese anche che i fedeli praticassero una nuova devozione di riparazione il primo Sabato di cinque mesi consecutivi ("i Primi Cinque Sabati").Il nucleo del Messaggio di Nostra Signora al mondo è contenuto in ciò che in seguito venne chiamato il "Segreto" che Ella confidò ai tre piccoli veggenti nel luglio del 1917.
In realtà esso è costituito da tre parti. La prima parte del Segreto era un'orrifica visione dell'inferno "dove vanno le anime dei poveri peccatori" e conteneva una pressante invocazione da parte di Nostra Signora di atti di preghiera e di sacrifici per salvare le anime. La seconda parte del Segreto profetizzava in particolare lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e conteneva la solenne richiesta della Madre di Dio della Consacrazione della Russia come condizione per la pace nel mondo. Essa prediceva anche l'immancabile trionfo del Suo Cuore Immacolato in seguito alla Consacrazione della Russia e alla Conversione "di quella povera nazione" alla Fede Cattolica. "Voi avete visto l'inferno in cui vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio desidera stabilire la devozione nel mondo al Mio Cuore Immacolato. Se la gente farà ciò che chiedo, molte anime verranno salvate e vi sarà la pace". Della terza parte si parlerà in altra sede.
Quando Ella confidò il Segreto di Fatima ai tre veggenti, la Beata Vergine promise anche che Dio avrebbe operato un grande miracolo l'ottobre seguente "così tutti potranno credere". Il 13 ottobre 1917, in presenza di 70.000 testimoni oculari, nel cielo sopra Fatima avvenne un miracolo nell'esatto momento e nel luogo preciso annunciato in anticipo dai fanciulli. I testimoni raccontarono che il sole sembrò effettivamente "danzare" nel cielo e cadere al suolo prima di tornare a occupare la sua normale posizione.
"Nell'ultimo mese farò un miracolo così tutti potranno credere". Questo avvenimento è ora conosciuto come "il Miracolo del Sole" ed è stato giustamente definito come il più grande evento soprannaturale del ventesimo secolo. Come ha osservato un'importante autorità di Fatima, questo grande miracolo "non appartiene (solamente) alla sfera della Fede, né a quella della scienza, ma prima di tutto è un evento storico". Nel 1930 la Chiesa Cattolica ha sottoscritto ufficialmente il Messaggio di Fatima "come degno di fede". I cinque papi successivi hanno mostrato pubblicamente la loro approvazione e la loro fiducia nella validità e nell'importanza cruciale delle apparizioni di Fatima. Diversi papi hanno visitato Fatima in pellegrinaggio solenne e Papa Giovanni Paolo II vi si è recato almeno una volta per ogni decennio del suo pontificato. Sua Santità ha attribuito pubblicamente a Nostra Signora di Fatima la sua salvezza in seguito al tentativo di assassinio del 1981 (che, per inciso, avvenne nel sessantaquattresimo anniversario della prima apparizione di Fatima). L'anno seguente, mentre a Fatima rendeva grazie per il Suo intervento, il Papa affermava che "il messaggio di Fatima è più importante e più pressante" oggi persino rispetto a quando Nostra Signora apparve la prima volta.
"Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre consacrerà a me la Russia ed essa verrà convertita e verrà concesso al mondo un periodo di pace".Da quando la Regina dei Cieli apparve a Fatima, sono state prodotte enormi quantità di libri, pamphlet, registrazioni, film e programmi video che fanno parte di un crescente movimento mondiale di Fede e devozione (consultare il bookstore di Nostra Signora). La credenza nelle apparizioni di Fatima e nel pieno Messaggio di Nostra Signora è ora pieno sinonimo di un'adesione ortodossa alle dottrine, ai riti e alle pratiche tradizionali e agli insegnamenti della Chiesa Cattolica Romana. Molti teologi credono che il Messaggio di Nostra Signora sia destinato specificamente alle circostanze dure e difficili che viviamo oggigiorno, e suggeriscono che esso sia l'intervento del Cielo per salvare il mondo dalla guerra, dalla fame e dall'indigenza, la Chiesa Cattolica dall'apostasia e dal caos e milioni di anime dalla dannazione eterna.
Quando Ella confidò il Segreto di Fatima ai tre veggenti, la Beata Vergine promise anche che Dio avrebbe operato un grande miracolo l'ottobre seguente "così tutti potranno credere". Il 13 ottobre 1917, in presenza di 70.000 testimoni oculari, nel cielo sopra Fatima avvenne un miracolo nell'esatto momento e nel luogo preciso annunciato in anticipo dai fanciulli. I testimoni raccontarono che il sole sembrò effettivamente "danzare" nel cielo e cadere al suolo prima di tornare a occupare la sua normale posizione.
"Nell'ultimo mese farò un miracolo così tutti potranno credere". Questo avvenimento è ora conosciuto come "il Miracolo del Sole" ed è stato giustamente definito come il più grande evento soprannaturale del ventesimo secolo. Come ha osservato un'importante autorità di Fatima, questo grande miracolo "non appartiene (solamente) alla sfera della Fede, né a quella della scienza, ma prima di tutto è un evento storico". Nel 1930 la Chiesa Cattolica ha sottoscritto ufficialmente il Messaggio di Fatima "come degno di fede". I cinque papi successivi hanno mostrato pubblicamente la loro approvazione e la loro fiducia nella validità e nell'importanza cruciale delle apparizioni di Fatima. Diversi papi hanno visitato Fatima in pellegrinaggio solenne e Papa Giovanni Paolo II vi si è recato almeno una volta per ogni decennio del suo pontificato. Sua Santità ha attribuito pubblicamente a Nostra Signora di Fatima la sua salvezza in seguito al tentativo di assassinio del 1981 (che, per inciso, avvenne nel sessantaquattresimo anniversario della prima apparizione di Fatima). L'anno seguente, mentre a Fatima rendeva grazie per il Suo intervento, il Papa affermava che "il messaggio di Fatima è più importante e più pressante" oggi persino rispetto a quando Nostra Signora apparve la prima volta.
"Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre consacrerà a me la Russia ed essa verrà convertita e verrà concesso al mondo un periodo di pace".Da quando la Regina dei Cieli apparve a Fatima, sono state prodotte enormi quantità di libri, pamphlet, registrazioni, film e programmi video che fanno parte di un crescente movimento mondiale di Fede e devozione (consultare il bookstore di Nostra Signora). La credenza nelle apparizioni di Fatima e nel pieno Messaggio di Nostra Signora è ora pieno sinonimo di un'adesione ortodossa alle dottrine, ai riti e alle pratiche tradizionali e agli insegnamenti della Chiesa Cattolica Romana. Molti teologi credono che il Messaggio di Nostra Signora sia destinato specificamente alle circostanze dure e difficili che viviamo oggigiorno, e suggeriscono che esso sia l'intervento del Cielo per salvare il mondo dalla guerra, dalla fame e dall'indigenza, la Chiesa Cattolica dall'apostasia e dal caos e milioni di anime dalla dannazione eterna.
Nonostante il severo ammonimento riguardo alle terribili punizioni per il peccato e la disobbedienza, Fatima resta fondamentalmente un'affermazione di vita e di Fede e un messaggio di speranza e di pace per tutti i Cattolici e per tutti gli uomini di buona volontà in qualsiasi parte del mondo.
"Solo Io vi posso aiutare. Il Mio Cuore Immacolato sarà il vostro rifugio e la strada che vi condurrà a Dio".
"Solo Io vi posso aiutare. Il Mio Cuore Immacolato sarà il vostro rifugio e la strada che vi condurrà a Dio".
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Preghiera alla Sacra Spalla
San Bernardo, Abate di Chiaravalle, domandò nella preghiera a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua Passione. Gli fu risposto: “Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce: questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta.
Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; ed a tutti quelli che per amore di essa mi onoreranno con
tre Pater, tre Ave e tre Gloria
al giorno perdonerò i peccati veniali e non ricorderò più i mortali e non moriranno di morte improvvisa ed in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine e conseguiranno la grazia e la misericordia”.
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Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore, adoro e venero la Vostra Santissima Piaga che riceveste sulla Spalla nel portare la pesantissima Croce del Calvario, nella quale restarono scoperte tre Sacralissime Ossa, tollerando in essa un immenso dolore; Vi supplico, per virtù e meriti di detta Piaga, ad avere su di me misericordia col perdonarmi tutti i miei peccati sia mortali che veniali, ad assistermi nell’ora della morte e di condurmi nel Vostro regno beato.
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Guarda la stella, invoca Maria
O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti come sballottato in mezzo alla tempesta, se non vuoi essere sommerso dalle onde, non distogliere lo sguardo dal fulgore di questa Stella. Se insorgono i venti delle tentazioni, se vai contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se, turbato dal pensiero delle tue colpe, stai per lasciarti vincere dalla tristezza, e sei per cadere nell' abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Seguendo lei, non devierai; invocandola, non ti smarrirai; pensando a lei, non peccherai; tenendoti stretto a lei, non cadrai; affidandoti a lei, più nulla temerai. Con il Suo aiuto, ogni fatica sarà per te leggera, sotto la sua guida giungerai facilmente alla Patria Beata.
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mercoledì 6 maggio 2009
Novena della nove Grazie a San Michele
O Dio, vieni in mio aiuto. Signore, affrettati a soccorrermi
PRIMA GRAZIA
Noi ti chiediamo, san Michele, in unione con i Serafini, di accendere nei nostri cuori il santo amore di Dio e di infonderci il disprezzo ed il disgusto per i falsi piaceri del mondo. Amen.
Padre, Ave, Gloria
*
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo
*
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
SECONDA GRAZIA
Noi ti chiediamo umilmente, o principe della Gerusalemme celeste e capo dei Cherubini, di ricordarti di noi, soprattutto quando saremo assaliti dalle suggestioni del nemico infernale; vittorioso di Satana soccorrici e fa’ di noi un sacrificio offerto al Signore. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
TERZA GRAZIA
Noi ti supplichiamo devoti, o glorioso campione del Paradiso e capo dei Troni, di non permettere mai che noi, i tuoi fedeli, veniamo oppressi degli spiriti malvagi dell’inferno né dalle infermità. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
QUARTA GRAZIA
Umilmente prostrati al tuo cospetto, ti preghiamo, o grande ministro di Dio, in unione con le Dominazioni, di difendere in ogni occasione la cristianità ed in particolare il Sovrano Pontefice, aumentando la sua felicità e le grazie che gli sono concesse in questa vita e la sua gloria nell’altra. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
QUINTA GRAZIA
Noi ti preghiamo, o sant’arcangelo, in unione con le Virtù, di liberare i tuoi servi dalle mani dei loro nemici conosciuti e sconosciuti, dei falsi testimoni, di liberare la nostra patria e in particolare la nostra città dalla fame, dalla peste, dalla guerra, dalla saetta, dal temporale, dal terremoto e dalle tempeste che il drago infernale ama suscitare contro di noi per distruggerci. Amen.
Padre, Ave, Gloria
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
SESTA GRAZIA
Ti scongiuriamo, o capo delle milizie Angeliche, assieme alle Potestà, di provvedere ai nostri bisogni, a quelli del nostro Paese ed in particolare della nostra città, dando fertilità alla terra e concordia e pace ai capi cristiani. Amen.
Padre, Ave, Gloria
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
SETTIMA GRAZIA
Noi ti chiediamo, o primate degli Arcangeli, in unione con i Principati, di voler liberare noi tuoi servi, il nostro Paese e la nostra città, dalle infermità corporali e soprattutto spirituali. Amen. Padre, Ave, Gloria
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
OTTAVA GRAZIA
Noi ti supplichiamo, san Michele, in unione con il coro degli Arcangeli ed i nove cori degli Angeli di prenderti cura di noi in questa vita e, nell’ora della morte, di assisterci nell’agonia, specialmente quando renderemo l’anima nostra, affinché, vincitori di Satana, assieme a te possiamo godere della Bontà Divina nel santo Paradiso. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
NONA GRAZIA
Ti preghiamo infine, o capo glorioso, difensore della Chiesa militante e trionfante, di voler custodire assieme al coro degli Angeli e difendere noi tuoi fedeli, le nostre famiglie e tutti coloro che ti raccomandiamo nelle nostre preghiere, affinché conduciamo con il tuo aiuto una vita di purezza e possiamo un giorno godere della contemplazione di Dio in eterno assieme a te e a tutti gli Angeli. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
PRIMA GRAZIA
Noi ti chiediamo, san Michele, in unione con i Serafini, di accendere nei nostri cuori il santo amore di Dio e di infonderci il disprezzo ed il disgusto per i falsi piaceri del mondo. Amen.
Padre, Ave, Gloria
*
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo
*
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
SECONDA GRAZIA
Noi ti chiediamo umilmente, o principe della Gerusalemme celeste e capo dei Cherubini, di ricordarti di noi, soprattutto quando saremo assaliti dalle suggestioni del nemico infernale; vittorioso di Satana soccorrici e fa’ di noi un sacrificio offerto al Signore. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
TERZA GRAZIA
Noi ti supplichiamo devoti, o glorioso campione del Paradiso e capo dei Troni, di non permettere mai che noi, i tuoi fedeli, veniamo oppressi degli spiriti malvagi dell’inferno né dalle infermità. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
QUARTA GRAZIA
Umilmente prostrati al tuo cospetto, ti preghiamo, o grande ministro di Dio, in unione con le Dominazioni, di difendere in ogni occasione la cristianità ed in particolare il Sovrano Pontefice, aumentando la sua felicità e le grazie che gli sono concesse in questa vita e la sua gloria nell’altra. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
QUINTA GRAZIA
Noi ti preghiamo, o sant’arcangelo, in unione con le Virtù, di liberare i tuoi servi dalle mani dei loro nemici conosciuti e sconosciuti, dei falsi testimoni, di liberare la nostra patria e in particolare la nostra città dalla fame, dalla peste, dalla guerra, dalla saetta, dal temporale, dal terremoto e dalle tempeste che il drago infernale ama suscitare contro di noi per distruggerci. Amen.
Padre, Ave, Gloria
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
SESTA GRAZIA
Ti scongiuriamo, o capo delle milizie Angeliche, assieme alle Potestà, di provvedere ai nostri bisogni, a quelli del nostro Paese ed in particolare della nostra città, dando fertilità alla terra e concordia e pace ai capi cristiani. Amen.
Padre, Ave, Gloria
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
SETTIMA GRAZIA
Noi ti chiediamo, o primate degli Arcangeli, in unione con i Principati, di voler liberare noi tuoi servi, il nostro Paese e la nostra città, dalle infermità corporali e soprattutto spirituali. Amen. Padre, Ave, Gloria
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
OTTAVA GRAZIA
Noi ti supplichiamo, san Michele, in unione con il coro degli Arcangeli ed i nove cori degli Angeli di prenderti cura di noi in questa vita e, nell’ora della morte, di assisterci nell’agonia, specialmente quando renderemo l’anima nostra, affinché, vincitori di Satana, assieme a te possiamo godere della Bontà Divina nel santo Paradiso. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
NONA GRAZIA
Ti preghiamo infine, o capo glorioso, difensore della Chiesa militante e trionfante, di voler custodire assieme al coro degli Angeli e difendere noi tuoi fedeli, le nostre famiglie e tutti coloro che ti raccomandiamo nelle nostre preghiere, affinché conduciamo con il tuo aiuto una vita di purezza e possiamo un giorno godere della contemplazione di Dio in eterno assieme a te e a tutti gli Angeli. Amen.
Padre, Ave, Gloria.
Prega per noi beato san Michele, principe della Chiesa di Dio.
Affinché siamo fatti degni delle promesse di nostro Signore Gesù Cristo.
ORAZIONE: O Dio Onnipotente ed Eterno, che per la salvezza del genere umano hai inviato miracolosamente presso la tua Chiesa il tuo glorioso principe, l'arcangelo san Michele, concedici il suo salutare soccorso e il suo aiuto efficace contro tutti i nostri nemici, affinché quando lasceremo questo mondo otteniamo di comparire alla presenza della tua divina e santa Maestà. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.
San Michele arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nel giorno del Giudizio.
Recitare quindi quattro Pater: il primo in onore di san Michele, il secondo in onore di san Gabriele, il terzo in onore di san Raffaele e il quarto in onore del nostro Angelo custode.
La preghiera quotidiana
Io non sono un uomo di lettere o di scienza.Io pretendo umilmente di essere un uomo di preghiera. E' la preghiera che ha salvato la mia vita, senza la preghiera, da molto tempo avrei perso la ragione. Se non ho perduto la pace dell'anima, nonostante tutte le prove, è perché questa pace viene dalla preghiera.
Si può vivere qualche giorno senza mangiare, ma non senza pregare. La preghiera è la chiave del mattino, è il catenaccio della sera.
La preghiera è l'alleanza santa tra Dio e gli uomini per ottenere di essere liberati dalle grinfie del principe delle tenebre.
Dobbiamo fare una scelta: o allearci con le forze del male o, al contrario, con le forze del bene.
Ecco la mia testimonianza personale; chiunque ne faccia l'esperienza vedrà che la preghiera quotidiana aggiunge qualche cosa di nuovo alla sua vita, qualche cosa che non ha un equivalente in null'altro.
+
Preghiera del perdono
Signore, ricordati non solo degli uomini di buona volontà ma anche di quelli di cattiva volontà.
Non ricordarti di tutte le sofferenze che ci hanno inflitto. Ricordati invece dei frutti che noi abbiamo portato grazie al nostro soffrire: la nostra fraternità, la lealtà, il coraggio,la generosità e la grandezza di cuore che sono fioriti da tutto ciò che abbiamo patito.
E quando questi uomini giungeranno al giudizio fa che tutti questi frutti che abbiamo fatto nascere siano il loro perdono!
Preghiera scritta da uno sconosciuto prigionierodel campo di sterminio di Ravensbruch e lasciata accanto al corpo di un bambino morto
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Non ricordarti di tutte le sofferenze che ci hanno inflitto. Ricordati invece dei frutti che noi abbiamo portato grazie al nostro soffrire: la nostra fraternità, la lealtà, il coraggio,la generosità e la grandezza di cuore che sono fioriti da tutto ciò che abbiamo patito.
E quando questi uomini giungeranno al giudizio fa che tutti questi frutti che abbiamo fatto nascere siano il loro perdono!
Preghiera scritta da uno sconosciuto prigionierodel campo di sterminio di Ravensbruch e lasciata accanto al corpo di un bambino morto
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domenica 3 maggio 2009
Ti amo, Maria
O Maria, Madre mia, io so chi devo amare dopo Dio: sei tu, Vergine Santa, Vergine piena di grazia. Io ti amo Maria, perché tu sei la Madre di Dio, la Madre di Gesù, mio Salvatore. Io ti amo, perché tu sei la Madre di tutti gli uomini, la Madre dei Santi, la Consolatrice di coloro che soffrono. Io ti amo, Maria, perché tu sei mia Madre, la mia dolce e tenera Madre. O Maria, io sono felice di avere una mamma dolce e buona come te. O Madre mia dolcissima, voglio amarti con cuore di figlio. Voglio essere tuo, tutto tuo, per sempre tuo. Che cosa sarei io senza dite, o Maria? Ma io so che tu non mi abbandonerai mai! O mamma mia Maria, eccomi qui davanti a te. A te affido la mia vita. Ti prego: guidami tu sulla via che conduce al cielo all'incontro con Gesù, tuo Figlio, nella gioia senza fine del Paradiso. Amen.
Che io mai più torni a volare raso terra
Signore mio Gesù: fa' che io senta, che assecondi a tal punto la tua grazia da svuotare il mio cuore..., perché lo possa riempire Tu, il mio Amico, il mio Fratello, il mio Re, il mio Dio, il mio Amore! (Forgia, 913)
Mi vedo come un povero uccellino che, abituato a volare soltanto da albero ad albero o, al più, fino al balcone di un terzo piano..., una sola volta ebbe l'ardire di arrivare fino al tetto di una casetta, che non era proprio un grattacielo...
Ma ecco che un'aquila afferra il nostro eroe — lo aveva scambiato per un pulcino della sua razza — e, fra i suoi artigli poderosi, l'uccellino sale, sale molto in alto, oltre le montagne della terra e le vette innevate, oltre le nubi bianche e azzurre e rosa, ancora più su, fino a guardare in faccia il sole...
E allora l'aquila, liberando l'uccellino, gli dice: — Forza, vola!— Signore, che io mai più torni a volare rasoterra! Che sia sempre illuminato dai raggi del Sole divino — Cristo — nell'Eucaristia!, che il mio volo non si interrompa, fino a trovare il riposo del tuo Cuore! (Forgia, 39)
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Mi vedo come un povero uccellino che, abituato a volare soltanto da albero ad albero o, al più, fino al balcone di un terzo piano..., una sola volta ebbe l'ardire di arrivare fino al tetto di una casetta, che non era proprio un grattacielo...
Ma ecco che un'aquila afferra il nostro eroe — lo aveva scambiato per un pulcino della sua razza — e, fra i suoi artigli poderosi, l'uccellino sale, sale molto in alto, oltre le montagne della terra e le vette innevate, oltre le nubi bianche e azzurre e rosa, ancora più su, fino a guardare in faccia il sole...
E allora l'aquila, liberando l'uccellino, gli dice: — Forza, vola!— Signore, che io mai più torni a volare rasoterra! Che sia sempre illuminato dai raggi del Sole divino — Cristo — nell'Eucaristia!, che il mio volo non si interrompa, fino a trovare il riposo del tuo Cuore! (Forgia, 39)
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La vostra vocazione umana è parte importante della vostra vocazione divina
Gesù, nostro Signore e Modello, crescendo e vivendo come uno di noi, ci rivela che l'esistenza umana — la tua —, le occupazioni comuni e ordinarie, hanno un senso divino, di eternità. (Forgia, 688)
La fede e la vocazione cristiana impregnano non una parte, ma tutta la nostra esistenza. I rapporti con Dio sono necessariamente rapporti di dedizione e assumono un senso di totalità. L'atteggiamento dell'uomo di fede è di guardare alla vita, in tutte le sue dimensioni, con una prospettiva nuova: quella che ci è data da Dio.
Voi che oggi celebrate con me la festa di san Giuseppe, siete persone dedite al lavoro in varie attività professionali, formate vari focolari e appartenete a diverse nazioni, razze e lingue. Vi siete educati nelle aule universitarie o nelle fabbriche, avete esercitato per anni la vostra professione, avete intessuto rapporti di lavoro e di amicizia con i vostri compagni, avete partecipato alla soluzione dei problemi collettivi delle vostre imprese e della vostra società.
Ebbene, vi ricordo ancora una volta che tutto ciò non è estraneo ai piani divini. La vostra vocazione umana è parte importante della vostra vocazione divina.
Ecco il motivo per cui dovete santificarvi — collaborando al tempo stesso alla santificazione degli altri — santificando precisamente il vostro lavoro e il vostro ambiente, e cioè la professione o il mestiere che riempie i vostri giorni, che dà una fisionomia peculiare alla vostra personalità umana, che è il vostro modo di essere presenti nel mondo; e, assieme al lavoro, il focolare, la vostra famiglia e, infine, la nazione ove siete nati e che amate.(E' Gesù che passa, 46)
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La fede e la vocazione cristiana impregnano non una parte, ma tutta la nostra esistenza. I rapporti con Dio sono necessariamente rapporti di dedizione e assumono un senso di totalità. L'atteggiamento dell'uomo di fede è di guardare alla vita, in tutte le sue dimensioni, con una prospettiva nuova: quella che ci è data da Dio.
Voi che oggi celebrate con me la festa di san Giuseppe, siete persone dedite al lavoro in varie attività professionali, formate vari focolari e appartenete a diverse nazioni, razze e lingue. Vi siete educati nelle aule universitarie o nelle fabbriche, avete esercitato per anni la vostra professione, avete intessuto rapporti di lavoro e di amicizia con i vostri compagni, avete partecipato alla soluzione dei problemi collettivi delle vostre imprese e della vostra società.
Ebbene, vi ricordo ancora una volta che tutto ciò non è estraneo ai piani divini. La vostra vocazione umana è parte importante della vostra vocazione divina.
Ecco il motivo per cui dovete santificarvi — collaborando al tempo stesso alla santificazione degli altri — santificando precisamente il vostro lavoro e il vostro ambiente, e cioè la professione o il mestiere che riempie i vostri giorni, che dà una fisionomia peculiare alla vostra personalità umana, che è il vostro modo di essere presenti nel mondo; e, assieme al lavoro, il focolare, la vostra famiglia e, infine, la nazione ove siete nati e che amate.(E' Gesù che passa, 46)
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Ti sta accanto Maria
Non sei solo. —Sopporta con gioia la tribolazione. —Non senti nella tua mano, povero bambino, la mano di tua Madre: è vero. —Ma... hai visto le madri della terra, con le braccia aperte, seguire i loro piccoli, quando s'avventurano, traballanti, a fare senza sostegno i primi passi? —Tu non sei solo: ti sta accanto Maria. (Cammino, 900)Dà gioia costatare che la devozione alla Vergine è sempre viva e che suscita nelle anime cristiane l'impulso soprannaturale a operare come domestici Dei, come membri della famiglia di Dio.
Certamente anche voi, vedendo che in questi giorni tanti fedeli esprimono in mille maniere il loro amore alla Vergine Maria, vi sentirete più inseriti nella Chiesa, più fratelli dei vostri fratelli.
Accade come in una riunione di famiglia, quando i figli più grandi, che la vita ha separato, si ritrovano accanto alla madre in occasione di qualche festa. E se anche hanno avuto delle divergenze o si sono trattati male tra di loro, quel giorno no: quel giorno si sentono uniti e si ritrovano vincolati in un comune affetto.
Maria edifica continuamente la Chiesa, la aduna, la mantiene unita. È difficile avere un'autentica devozione alla Madonna e non sentirsi più che mai legati alle altre membra del Corpo Mistico, più che mai uniti al suo Capo visibile, il Papa.
Mi piace ripetere: Omnes cum Petro ad Iesum per Mariam, tutti con Pietro a Gesù per Maria. (E' Gesù che passa, 139)
Prega per noi Madre cara
1) O Maria, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra dolcissima, siamo qui ai tuoi Piedi mentre sorge un nuovo giorno, un altro grande dono del Signore. Deponiamo nelle tue mani e nel tuo cuore tutto il nostro essere. Noi saremo tuoi nella volontà, nel cuore, nel corpo. Tu forma in noi con materna bontà in questo giorno una vita nuova, la vita del tuo Gesù. Previeni e accompagna o Regina del Cielo, anche le nostre più piccole azioni con la tua ispirazione materna affinché ogni cosa sia pura e accetta al momento del Sacrificio santo e immacolato. Rendici santi o Madre buona; santi come Gesù ci ha comandato, come il tuo cuore ci chiede e ardentemente desidera. Così sia.2) Ave Maria, benedetta tu fra le donne e benedette le creature che nel tuo cuore riposano con la soavità del loro candore. Cuore dolcissimo di Maria, noi creature povere e timorose, come bambini corriamo a te, sola nostra speranza e certezza, per arrivare a Gesù. Abbiamo un infinito desiderio di amore, di bellezza, di gioia, di pace. Siamo tanto stanchi di questo mondo che da ogni parte, con la sua cattiveria, ci assale e ci turba. Maria, ci rifugiamo nel tuo cuore, dove arde il divino Amore; così, uniti a te, nessuno potrà farci del male né strapparci dal tuo abbraccio protettore. In te la vita, l'amore totale unificante, il gaudio del cuore e della mente, la serenità dello spirito e l'espandersi gioioso di tutto il nostro essere. Stringici a te, forte forte: non ti lasceremo mai. E il Paradiso! Amen.
venerdì 1 maggio 2009
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda
San Colombano (563-615), monaco, fondatore di monasteri
Istruzione spirituale, 13, 2, 3
Fratelli carissimi, ascoltate attentamente. Vi parlerò della inesauribile sorgente divina. Però, per quanto sembri paradossale, vi dirò: Non estinguete mai la vostra sete. Così potrete continuare a bere alla sorgente della vita, senza smettere mai di desiderarla. È la stessa sorgente, la fontana dell'acqua viva che vi chiama a sé e vi dice: «Chi ha sete venga a me e beva» (Gv 7,37). Bisogna capire bene quello che si deve bere. Ve lo dice lo stesso profeta Geremia, ve lo dice la sorgente stessa: «Hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, dice il Signore» (Ger 2,13). È dunque il Signore, il nostro Dio Gesù Cristo, questa sorgente di vita che ci invita a sé, perché di lui beviamo. Beve di lui chi lo ama. Beve di lui chi si disseta della Parola di Dio... Beviamo dunque alla sorgente che altri hanno abbandonata».
Affinché mangiamo di questo pane, e beviamo a questa sorgente... egli dice essere il «pane vivo che dà la vita al mondo (Gv 6,51.33) e che dobbiamo mangiare... Osservate bene da dove scaturisce questa fonte; poiché quello stesso che è il pane è anche la fonte, cioè il Figlio unico, il nostro Dio Cristo Signore, di cui dobbiamo aver sempre fame.
È vero che amandolo lo mangiamo e desiderandolo lo introduciamo in noi; tuttavia dobbiamo sempre desiderarlo come degli affamati.
Con tutta la forza del nostro amore beviamo di lui che è la nostra sorgente; attingiamo da lui con tutta l'intensità del nostro cuore e gustiamo la dolcezza del suo amore. Il Signore infatti è dolce e soave: sebbene lo mangiamo e lo beviamo, dobbiamo tuttavia averne sempre fame e sete, perché è nostro cibo e nostra bevanda. Nessuno potrà mai mangiarlo e berlo interamente, perché mangiandolo e bevendolo non si esaurisce, né si consuma. Questo nostro pane è eterno, questa nostra sorgente è perenne.
Istruzione spirituale, 13, 2, 3
Fratelli carissimi, ascoltate attentamente. Vi parlerò della inesauribile sorgente divina. Però, per quanto sembri paradossale, vi dirò: Non estinguete mai la vostra sete. Così potrete continuare a bere alla sorgente della vita, senza smettere mai di desiderarla. È la stessa sorgente, la fontana dell'acqua viva che vi chiama a sé e vi dice: «Chi ha sete venga a me e beva» (Gv 7,37). Bisogna capire bene quello che si deve bere. Ve lo dice lo stesso profeta Geremia, ve lo dice la sorgente stessa: «Hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, dice il Signore» (Ger 2,13). È dunque il Signore, il nostro Dio Gesù Cristo, questa sorgente di vita che ci invita a sé, perché di lui beviamo. Beve di lui chi lo ama. Beve di lui chi si disseta della Parola di Dio... Beviamo dunque alla sorgente che altri hanno abbandonata».
Affinché mangiamo di questo pane, e beviamo a questa sorgente... egli dice essere il «pane vivo che dà la vita al mondo (Gv 6,51.33) e che dobbiamo mangiare... Osservate bene da dove scaturisce questa fonte; poiché quello stesso che è il pane è anche la fonte, cioè il Figlio unico, il nostro Dio Cristo Signore, di cui dobbiamo aver sempre fame.
È vero che amandolo lo mangiamo e desiderandolo lo introduciamo in noi; tuttavia dobbiamo sempre desiderarlo come degli affamati.
Con tutta la forza del nostro amore beviamo di lui che è la nostra sorgente; attingiamo da lui con tutta l'intensità del nostro cuore e gustiamo la dolcezza del suo amore. Il Signore infatti è dolce e soave: sebbene lo mangiamo e lo beviamo, dobbiamo tuttavia averne sempre fame e sete, perché è nostro cibo e nostra bevanda. Nessuno potrà mai mangiarlo e berlo interamente, perché mangiandolo e bevendolo non si esaurisce, né si consuma. Questo nostro pane è eterno, questa nostra sorgente è perenne.
Signore, da chi andremo ?
San Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa
Trattato dell'amore di Dio, 3, 15
« I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia »
La manna veniva assaporata da chiunque la mangiava, ma comunque in modo differente, a seconda degli appetiti di coloro che se ne cibavano, e non fu mai assaporata totalmente, poiché il suo sapore poteva variare più di quanto potessero variare i gusti degli Israeliti (Sap 16,20-21). Vedremo e assaporeremo lassù in cielo tutta la Divinità, eppure nessuno dei beati né tutti insieme la vedranno né la assaporeranno totalmente.
Così i pesci godono della grandezza incredibile dell'oceano, eppure, mai nessun pesce, nemmeno tutta la moltitudine dei pesci ha visto tutte le spiagge né ha bagnato le sue scaglie in tutte le acque del mare; e gli uccelli si rallegrano a loro piacimento nella vastità dell'aria. Eppure mai nessun uccello, nemmeno tutta la razza degli uccelli insieme, ha battuto le ali in tutte le contrade dell'aria né è mai giunto alla suprema regione di essa.
I nostri spiriti, a loro piacimento e secondo tutta l'ampiezza dei loro desideri nuoteranno nell'oceano e voleranno nell'aria della Divinità, e si rallegreranno eternamente al vedere che quell'aria è tanto infinita, quell'oceano tanto vasto, da non poter essere misurato con le loro ali, e che godendo senza riserva né eccezione alcuna di tutto quell'abisso della Divinità, il loro godimento comunque non potrà mai uguagliare questa infinità, che rimane sempre infinitamente infinita al di sopra della loro capacità.
Trattato dell'amore di Dio, 3, 15
« I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia »
La manna veniva assaporata da chiunque la mangiava, ma comunque in modo differente, a seconda degli appetiti di coloro che se ne cibavano, e non fu mai assaporata totalmente, poiché il suo sapore poteva variare più di quanto potessero variare i gusti degli Israeliti (Sap 16,20-21). Vedremo e assaporeremo lassù in cielo tutta la Divinità, eppure nessuno dei beati né tutti insieme la vedranno né la assaporeranno totalmente.
Così i pesci godono della grandezza incredibile dell'oceano, eppure, mai nessun pesce, nemmeno tutta la moltitudine dei pesci ha visto tutte le spiagge né ha bagnato le sue scaglie in tutte le acque del mare; e gli uccelli si rallegrano a loro piacimento nella vastità dell'aria. Eppure mai nessun uccello, nemmeno tutta la razza degli uccelli insieme, ha battuto le ali in tutte le contrade dell'aria né è mai giunto alla suprema regione di essa.
I nostri spiriti, a loro piacimento e secondo tutta l'ampiezza dei loro desideri nuoteranno nell'oceano e voleranno nell'aria della Divinità, e si rallegreranno eternamente al vedere che quell'aria è tanto infinita, quell'oceano tanto vasto, da non poter essere misurato con le loro ali, e che godendo senza riserva né eccezione alcuna di tutto quell'abisso della Divinità, il loro godimento comunque non potrà mai uguagliare questa infinità, che rimane sempre infinitamente infinita al di sopra della loro capacità.
Tu..., superbia? —Di che?
Quando l'orgoglio si impadronisce dell'anima, non è strano che, legati l'uno all'altro, gli vengano dietro tutti gli altri vizi: avarizia, intemperanza, invidia, ingiustizia... Il superbo tenta inutilmente di sbalzare dal suo trono Dio, misericordioso con tutti, e installarsi al suo posto, portando con se tutta la sua crudeltà.
Dobbiamo chiedere al Signore che non ci lasci cadere in questa tentazione. La superbia è il peggiore e il più ridicolo dei peccati. Se riesce a irretire qualcuno con le sue multiformi allucinazioni, la persona soggiogata si riveste di apparenze, si riempie di vuoto, si gonfia come la rana della favola, piena di presunzione, fino a scoppiare.
Anche umanamente la superbia è sgradevole: chi si considera superiore a tutti e a tutto, non fa che contemplare se stesso e disprezzare gli altri, che lo ricambiano burlandosi della sua vanità.(Amici di Dio, 100)
Dobbiamo chiedere al Signore che non ci lasci cadere in questa tentazione. La superbia è il peggiore e il più ridicolo dei peccati. Se riesce a irretire qualcuno con le sue multiformi allucinazioni, la persona soggiogata si riveste di apparenze, si riempie di vuoto, si gonfia come la rana della favola, piena di presunzione, fino a scoppiare.
Anche umanamente la superbia è sgradevole: chi si considera superiore a tutti e a tutto, non fa che contemplare se stesso e disprezzare gli altri, che lo ricambiano burlandosi della sua vanità.(Amici di Dio, 100)
Chiedi vera umiltà

L'umiltà nasce come frutto della conoscenza di Dio e della conoscenza di sé stesso. (Forgia, 184)
Queste depressioni, perché vedi o perché scoprono i tuoi difetti, non hanno fondamento...Chiedi vera umiltà. (Solco, 262)
Rifuggiamo da quella falsa umiltà che si chiama comodità. (Solco, 265)
Signore, ti chiedo un regalo: Amore..., un Amore che mi conservi puro. — E un altro regalo ancora: la conoscenza di me, per riempirmi di umiltà. (Forgia, 185)
Sono santi coloro che lottano fino alla fine della loro vita: coloro che sanno sempre rialzarsi dopo ogni inciampo, dopo ogni caduta, per proseguire coraggiosamente il cammino con umiltà, con amore, con speranza. (Forgia, 186)
Se i tuoi errori ti rendono più umile, se ti portano a cercare con più forza l'appiglio della mano divina, allora sono cammino di santità: “Felix culpa!” — colpa benedetta!, canta la Chiesa. (Forgia, 187)
L'umiltà porta ogni anima a non scoraggiarsi davanti ai propri errori.
L'umiltà vera porta... a chiedere perdono!
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