martedì 27 ottobre 2009

Il Sacerdote è il fiore più bello

Il Sacerdote è come un fiore: sboccia sull'albero della vita ch'è Gesù Cristo, quasi sintesi ed espressione della sua vita; non può essere perciò degenere da Colui che lo eleva a tanta dignità.
Il fiore è la parte più visibile della pianta sta in alto, si mostra con la vivacità dei suoi colori e non può nascondersi. Il Sacerdote è il fiore più bello delle ricchezze che Gesù Cristo ci ha date, rifulge nello splendore della sua dignità e sta in alto, elevato dal Redentore medesimo come lampada sul candelabro. Non ci sta per orgoglio, non per reclamare onori, facendo appello alla sua dignità, ma come il fiore, per dare il suo profumo, farsi fecondare dal calore del sole, e dare il suo frutto. L'orgoglio lo sfronderebbe e lo farebbe cadere infecondo nella mota.Il fiore è una vittima: è tanto bello ma deve tutto immolarsi se vuol produrre il suo frutto.
La forza vitale dell'albero sul quale nasce lo immola, facendo cadere da esso ciò ch'è inutile. Si appassiscono i suoi petali, s'inaridiscono gli stami, ed è come devastato dall'amore, poiché quando il fiore ama la pianta, per dir così, e bacia il suo germe vitale, allora si annienta per produrle il frutto. Così il Sacerdote, fiore spuntato nella magnificenza dell'amore di Gesù Cristo, vivificato da Lui, fecondato dalla grazia, dona tutto se stesso al Signore, e sfronda la sua vita terrena di ogni attrattiva, per dare a Dio il frutto dell'amore soprannaturale, e glorificarlo nella continuazione dell'opera redentrice, che per il sacro ministero rifiorisce in ogni tempo. Il fiore è sterile e marcisce inutilmente quando è colto dalle creature; solo quando si dona alla pianta che lo germina produce il frutto, cioè quando si lascia sfrondare dalla sua forza vitale.
Se il Sacerdote è colto in qualunque modo da mano profana, si sfronda e s'isterilisce.
La creatura non può toccarlo, egli è solo e tutto di Dio.

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