mercoledì 14 novembre 2012

Vogliamo guardare con occhi limpidi

Com'è bella la santa purezza! Però non è santa, né gradita a Dio, se la separiamo dalla carità. La carità è il seme che crescerà e darà frutti saporitissimi grazie all'irrigazione, che è la purezza. Senza carità la purezza è infeconda, e le sue acque sterili trasformano le anime in un pantano, in una pozza immonda, da cui esalano miasmi di superbia. (Cammino, 119) 

 Certamente la carità teologale è la virtù più elevata; la castità tuttavia è il mezzo imprescindibile, una condizione sine qua non per stabilire un dialogo intimo con Dio; e quando non la si difende, quando non si lotta, si finisce col diventare ciechi; non si vede più nulla perché l'uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio [1 Cor 2, 14]. 
Noi vogliamo guardare con occhi limpidi, animati dalla predicazione del Maestro: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio [Mt 5, 8]. La Chiesa ha presentato sempre queste parole come un invito alla castità. Hanno il cuore puro — scrive san Giovanni Crisostomo — coloro che non si sentono colpevoli di nessun male, o quelli che vivono nella castità. Nessuna virtù più di questa è necessaria per vedere Dio (Amici di Dio, 175)
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