La Madonna ci invita a pregare soprattutto per le famiglie che sono in ifficoltà e in pericolo perché la minaccia del male nei momenti di fragilità spirituale è ancora più pericolosa.
Innalziamo lodi, ringraziamenti e adorazione per i doni ricevuti da Dio Padre Onnipotente. Dio deve essere il centro della nostra vita, l'apice dei nostri pensieri. In Gesù, Dio è entrato nella storia dell'uomo.
Il Figlio di Dio è morto per noi, perché credendo in Lui vivessimo per sempre; é diventato, nel tempo, quello che noi siamo, perché nell'eternità partecipassimo alla Sua Gloria (Gv 17,24); è risorto da morte per donarci la speranza della vita immortale.
Gesù è la vita dell'anima e del corpo. Dio è diventato Figlio dell'uomo perchè noi potessimo diventare figli di Dio.
L'Istituzione dell'Eucaristia è la più grande meraviglia operata da Gesù, è il miracolo d'Amore da Lui operato per l'intera umanità. Gesù diede ai Sacerdoti il potere di compiere questo miracolo "Fate questo in memoria di me" (Lc 22,19). Ecco perché la benedizione sacerdotale è importante perché il Sacerdote è elevato a strumento vivo di Gesù, eterno Sacerdote.
Dobbiamo riconoscerci come membri attivi della famiglia di Dio, che ci ha concesso la libertà di scegliere, sempre e comunque...senza catene, ma tenendoci per mano. Siamo liberi di capire da soli dove si annida il male e dove fiorisce il bene...abbiamo il compito di scegliere per il meglio e di fare in modo che anche chi ci è accanto faccia la scelta giusta...Tutti noi, appartenenti alla stessa grande famiglia, abbiamo il dovere di fungere da guida per i nostri fratelli...perchè la fede non è individualismo ma è partecipazione, nella preghiera e nell'amore.
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mercoledì 27 luglio 2011
giovedì 24 febbraio 2011
99 - preghiera continua
Principi base per una vita di preghiera continua:
- Credi in Dio?
Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vi ta, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze.
Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
- Hai accettato di vivere con Dio?
Allora, una volta per tutte, metti in lui tutta la tua fiducia e non cercare di indietreggiare o di battere in ritirata.
Sii fedele a lui fino alla morte.
- Affidagli tutti i tuoi affari materiali e spirituali;
egli è vera mente in grado di reggerli tutti. Sappi che la vita con Dio sopporta tutto: malattia, fame, umiliazione... e non essere sorpreso se ti accadono queste cose; sii paziente e le vedrai trasformarsi e schierarsi dalla tua parte per il tuo maggior bene.
- Concentra il tuo amore su Dio e non permettere agli ostaco li di ridurlo;
al contrario, accogli ogni sofferenza senza amarezza ma con dolcezza, a motivo di questo amore, perché il vero amore trasforma la sofferenza in felicità.
- Beati coloro che sono stati ritenuti degni di soffrire per il suo Nome;
Ancora più beati coloro che desiderano sacrificarsi per amore del suo Nome.
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- Credi in Dio?
Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vi ta, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze.
Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
- Hai accettato di vivere con Dio?
Allora, una volta per tutte, metti in lui tutta la tua fiducia e non cercare di indietreggiare o di battere in ritirata.
Sii fedele a lui fino alla morte.
- Affidagli tutti i tuoi affari materiali e spirituali;
egli è vera mente in grado di reggerli tutti. Sappi che la vita con Dio sopporta tutto: malattia, fame, umiliazione... e non essere sorpreso se ti accadono queste cose; sii paziente e le vedrai trasformarsi e schierarsi dalla tua parte per il tuo maggior bene.
- Concentra il tuo amore su Dio e non permettere agli ostaco li di ridurlo;
al contrario, accogli ogni sofferenza senza amarezza ma con dolcezza, a motivo di questo amore, perché il vero amore trasforma la sofferenza in felicità.
- Beati coloro che sono stati ritenuti degni di soffrire per il suo Nome;
Ancora più beati coloro che desiderano sacrificarsi per amore del suo Nome.
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98 - sulla preghiera
La preghiera è un irrevocabile regola della vita spirituale, avvolta in numerosi misteri. La sua importanza e serietà è tale che anche il solo trascurarla ti espone a prove e tribolazioni.
Al di là della scrupolosità e della perseveranza, nella preghiera si trova un dono, un dono preziosissimo, più prezioso di qualsiasi cosa di cui l'uomo possa aver bisogno o che gli possa cap itare, più prezioso perfino di tutte le glorie del mondo.
Questo dono è lo Spirito santo.E’ questo il segreto nascosto dietro l’insistente invito di Gesù a pregare: il valore della preghiera consiste nell'acquisizione dello Spirito santo, senza il quale l'uomo non vale nulla.
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Al di là della scrupolosità e della perseveranza, nella preghiera si trova un dono, un dono preziosissimo, più prezioso di qualsiasi cosa di cui l'uomo possa aver bisogno o che gli possa cap itare, più prezioso perfino di tutte le glorie del mondo.
Questo dono è lo Spirito santo.E’ questo il segreto nascosto dietro l’insistente invito di Gesù a pregare: il valore della preghiera consiste nell'acquisizione dello Spirito santo, senza il quale l'uomo non vale nulla.
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martedì 22 febbraio 2011
97 - Pace e bene nel nome del Signore!
Un elemento di estrema importanza nell’insegnamento di Gesù è la fede che deve accompagnare la preghiera. La mancanza di fede o il tarlo del dubbio rischiano di vanificare l’efficacia della preghiera cristiana: “Se avrete fede e non dubiterete… direte a questo monte levati di lì e gettati nel mare, e ciò avverrà.
Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete” (Mt 21,21-22).
E il passo parallelo di Marco: “Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato” (Mc 11,22.24).
In altre parole, la mancanza di fede, che poi altro non è se non sfiducia in Dio, o mancanza di aspettative, come se Dio non fosse abbastanza buono o abbastanza potente da soccorrerci nelle nostre necessità, la mancanza di fede, insomma, sterilizza la preghiera che così rischia di ridursi a una vuota recitazione di formule.
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96 - Breve storia della preghiera continua
La preghiera continua è una disciplina spirituale particolare che impegna le facoltà interiori dell'anima e tocca centri precisi del cervello con lo scopo d'acquisire la calma interiore necessaria a pervenire a uno stato di veglia spirituale costante e di percezione permanente della presenza divina, accompagnata da un completo dominio dei pensieri e delle passioni. Costituisce l'opera spirituale più importante e più elevata che, condotta con successo, può farci raggiungere le vette della vita spirituale.
Questa forma di preghiera è già menzionata negli insegna menti dei primi padri del deserto d'Egitto: Macario il Grande parla della recitazione costante del "dolce Nome di Gesù" e abba Isacco, discepolo di Antonio, fa un lungo elogio della ripetizione continua del versetto di un salmo. Entrambi hanno vissuto verso la fine del IV secolo e gli insegnamenti del secondo sono stati raccolti da Cassiano durante i suoi viaggi in Egitto.
Attraverso le parole di abba Isacco apprendiamo che questo metodo di preghiera, costitutivo di una delle tradizioni asce tiche più importanti tra quelle che i padri avevano ricevuto dai loro predecessori, “è un segreto che ci è stato rivelato da quei pochi padri appartenenti al buon tempo antico, ma che vivono tutt'ora; noi lo riveliamo a nostra volta a quel piccolo numero di anime che dimostrano una vera sete di conoscerlo”.
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domenica 13 febbraio 2011
94 - La preghiera di Gesù
Sarà in primo luogo opportuno chiederci “come” Cristo ha pregato nella sua vita da uomo. Uno sguardo generale ai cenni evangelici sulla preghiera di Gesù ci permette di dire che Lui ha pregato frequentemente ritirandosi in luoghi deserti, preferibilmente la notte o prima dell’alba. Questa preghiera di Gesù scandisce la sua attività di evangelizzazione e non sembra avere scopi pratici aldilà di un ristoro del suo cuore nell’intimità con il Padre. Notiamo anche l’assenza di preghiera in occasione dei miracoli: Gesù non prega prima di operare il miracolo, tranne in due casi, la moltiplicazione dei pani e la risurrezione di Lazzaro. Oltre alla preghiera ordinaria che scandisce il ritmo delle sue attività apostoliche, vi è una preghiera circostanziale, ossia una preghiera dettata dal momento particolare che Cristo si trova a vivere; vediamo così Cristo in orazione prima di prendere le decisioni più importanti, come la scelta dei Dodici; oppure in momenti cardine del suo ministero, come il battesimo e la trasfigurazione (secondo Luca); quando gli Apostoli stanno per essere vagliati dalla bufera della Passione, Cristo prega in particolare per Pietro (cfr. Lc 22,31-34); infine Cristo prega per ottenere dal Padre la forza di affrontare il tempo della prova e di essere in grado di affrontare la morte.
Si può dire inoltre che Cristo ha praticato le forme più importanti di preghiera note all’AT: la preghiera di lode, di intercessione, di richiesta di perdono (anche se mai per Se Stesso), di domanda.
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93 - I tempi della preghiera
La preghiera può essere fatta a qualunque ora del giorno e della notte, e non vi sono particolari restrizioni in proposito; tuttavia, dall’insegnamento biblico si ricava una scansione di tempo per la quale vi sono determinate ore che la Bibbia considera tradizionalmente come ore di preghiera. La Chiesa ha ben appreso questa lezione e ha distribuito la preghiera dei Salmi, che è la sua preghiera ufficiale, in quelle determinate ore. Il libro della liturgia delle ore è il risultato di questo insegnamento. Sarà opportuno ripercorre i luoghi biblici più importanti a riguardo.
Possiamo però anticipare, dicendo che i tempi della preghiera cristiana sono: il mattino, la sera, la notte e le ore cosiddette terza, sesta e nona.
La giornata del cristiano si apre con la preghiera: la vita quotidiana viene così offerta e consacrata a Dio; il lavoro e la fatica vengono presentati sull’altare del proprio cuore fin dal mattino come un sacrificio gradito a Dio. Per il cristiano non c’è nulla di profano e le opere quotidiane non si esauriscono nella loro causa contingente, ma acquistano un valore anche davanti a Dio, oltre che davanti agli uomini per i quali esse vengono compiute. Ciò che valorizza le opere della giornata in una dimensione soprannaturale è appunto la preghiera del mattino con la quale si chiede a Dio di illuminare e fecondare la fatica del giorno.
La preghiera del mattino è esplicitamente richiesta dalla Bibbia: “Fin dal mattino ti invoco e sto in attesa” (Sal 5,4); “Al risveglio mi sazierò della tua presenza” (Sal 17,15); “Al mattino giunge a te la mia preghiera” (Sal 88,14); “Saziaci al mattino con la tua grazia” (Sal 90,14).
La liturgia delle ore risponde a questa esigenza con la preghiera delle Lodi mattutine.
La sera, ossia a conclusione della giornata lavorativa, la Bibbia suggerisce al cristiano di mettersi ancora una volta alla presenza di Dio per ringraziarlo della giornata trascorsa e chiedergli perdono delle eventuali mancanze o omissioni.
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