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domenica 13 aprile 2014

Vieni Signore Gesù Hosanna!

Con la Domenica delle Palme o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa. La settimana Santa è il centro focale di tutto l'anno liturgico, è un tempo forte dove ogni anima cristiana attinge alla sorgente stessa della salvezza e raccoglie in abbondanza i frutti della redenzione. Durante la Quaresima, la liturgia ci ha ampiamente preparati a vivere questi santi giorni. Ora il nostro cuore dovrebbe essere in grado di cogliere la realtà racchiusa nei segni e nei simboli, disponendoci a vivere intensamente il mistero pasquale, che deve essere un ritorno a Dio con tutta l'anima. Nei primi giorni della settimana da lunedì a giovedì, ci incontriamo con Cristo nel mistero della salvezza, nei suoi aspetti più tristi: il peccato e le sue conseguenze il tradimento degli uomini e l'infinita comprensione di Dio. Questi sono i giorni dell'amarezza per il nostro Salvatore, perché si trova dinanzi all'incomprensione umana, ma devono essere anche per noi giorni tristi perché abbiamo cooperato a questa amarezza. Siano anche i giorni del pentimento, della confessione, della espiazione, della risurrezione. 
S. Agostino ci esorta: "Bisogna che le membra di Cristo (che siamo noi, cristiani) sostengano con lui la loro parte di dolore, per godere con lui la loro parte di gloria". 
Ave Maria! 
Maria M.
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venerdì 6 aprile 2012

La Tua Croce

- Quanto pesava la Tua Croce, o Gesù?
Quanto sangue scorreva dal Tuo corpo divino?
Il capo coperto da quante spine?
A cosa pensavi quando cadevi
sotto quel peso che non sopportavi?
Dove guardavi coi Tuoi occhi bagnati
di lacrime e sangue,
Gesù, chi guardavi? -


- Era troppo pesante quella Croce per Me,
i peccati del mondo reggevo per voi.
Soltanto l’amore, immenso e profondo,
Mi ha dato la forza per salvare voi,
uomini ingrati, ma che sempre amo,
perché siete figli anche voi di Mio Padre.
Di quanti peccati vi siete macchiati!
Miei figli diletti, non Mi avete amato!
Il sangue scorreva dal petto e dal cuore,
ogni spina affliggeva con grande dolore.


Quando portavo la Croce in salita,
cadevo in ginocchio, non chiedevo pietà.
Speravo sempre che il Mio gran dolore
fosse salvezza per l’umanità.
Mi avete offeso, picchiato, straziato,
Mi avete appeso a una Croce di legno:
facevano male quei chiodi di ferro
e Mi straziavano l’animo e il cuore.
A chi pensavo sulla Croce di legno?
A voi, figli Miei; a Te, Madre Mia.


Madre, anche Tu hai portato la Croce,
pesante davvero è stata per Te.
Madre, piangevi trafitta nel cuore,
Ti avevano ucciso il Tuo Grande Amore.
L’ultimo sguardo rivolto a Te:
“Ecco, Giovanni, Questa è Tua Madre,
seguila sempre, non lasciarla mai sola”.
A voi, figli Miei, perdono di cuore.
Perdonali, Padre, chè non san quel che fanno.-


- O Gesù mio, dov’era Tuo Padre,
dov’erano gli Angeli del Paradiso,
mentre soffrivi e portavi la Croce
per noi peccatori, Tuoi figli ingrati?
Dov’ero io, che Ti avrei aiutato
a portare il peso dei nostri peccati? -
- Figlio diletto, che Mi vuoi consolare,
è bello l’amore che provi per Me.
Io ti ringrazio, ma quel peso ingrato
lo porto da Solo per tutti voi:
è troppo pesante, è troppo umiliante.
A Me solo basta che nel nome Mio,
voi sempre vi amiate e preghiate Me,
il Padre Mio e la Madre celeste,
Che mai v’abbandona ed è sempre con voi.
Chiedete perdono dei vostri peccati,
in ginocchio pregate e parlate con Me:


vi ascolto sempre, sempre vi amo,
le Mie braccia in Croce
sono aperte per voi.
Vi accolgo tutti,
e a tutti perdono,
perché sono Padre
e il Mio cuore vi dono. -


(Antonio Buscema)
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Tutto è compiuto

Questa mattina, alziamo lo sguardo e fissiamo la Croce.
Guardare la Croce significa guardare il volto della nostra speranza: Dio si è lasciato massacrare e crocifiggere per amore nostro, si, Egli ha "sete" del nostro amore, di vederci felici e liberi di volare.
Guardiamo Maria che sotto la Croce, rinnova il suo "si" alla volontà del Padre e con lei percorriamo la strada del nostro calvario.
Lei ci aiuterà ad accogliere il mistero e ad essere trasfigurati e illuminati dall'Amore di Dio "mistero di luce"
Ave Maria!
(maria m.)
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Venerdi' Santo

In questo giorno e nel giorno seguente, la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l'Eucaristia.
L'altare è interamente spoglio: senza croce, senza candelieri e senza tovaglie.
Nelle ore pomeridiane di questo giorno, e precisamente verso le tre - a meno che, per motivi pastorali, non si ritenga opportuno spostare l'orario a più tardi - ha luogo la celebrazione della Passione del Signore.
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giovedì 1 aprile 2010

Il mistero del Giovedì Santo

Dobbiamo far nostre, per assimilazione, queste parole di Gesù: “Desiderio desideravi hoc Pascha manducare vobiscum” — ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi. In nessun altro modo potremo esprimere meglio il nostro massimo interesse e amore per il Santo Sacrificio, se non rispettando accuratamente anche la più piccola delle cerimonie prescritte dalla sapienza della Chiesa. E, oltre all'Amore, deve sollecitarci la “necessità” di somigliare a Gesù Cristo, non solo interiormente, ma anche esternamente, nel muoverci — negli ampi spazi dell'altare cristiano — con il ritmo e l'armonia della santità obbediente, che si identifica con la Volontà della Sposa di Cristo, e cioè con la Volontà di Cristo stesso. (Forgia, 833)

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.Questo versetto di san Giovanni annunzia al lettore del suo Vangelo che qualcosa di grande avverrà in questo giorno. È un esordio teneramente affettuoso, parallelo a quello che san Luca riporta nel suo racconto: Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione.
Cominciamo fin da ora a chiedere allo Spirito Santo di prepararci a comprendere ogni gesto e ogni parola di Gesù: perché vogliamo vivere di vita soprannaturale, perché il Signore ci ha manifestato la sua volontà di darsi a noi come alimento dell'anima, e perché riconosciamo che Lui solo ha parole di vita eterna.La fede ci fa proclamare con Simon Pietro: Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio.
Ed è proprio questa fede, unita alla nostra devozione, che in momenti così importanti ci spinge a imitare l'audacia di Giovanni: accostarci a Gesù e adagiare il capo sul petto del Maestro, di colui che amava ardentemente i suoi e — lo abbiamo appena udito — li avrebbe amati sino alla fine.Tutti i modi di dire si rivelano insufficienti per spiegare, sia pure lontanamente, il mistero del Giovedì Santo. Ma non è difficile immaginare almeno in parte i sentimenti del cuore di Gesù Cristo quella sera, l'ultima che trascorreva con i suoi, prima del sacrificio del Calvario (È Gesù che passa, 83)
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mercoledì 31 marzo 2010

Mercoledì santo: “L'amore si ripaga con l'amore”

Vuoi sapere in che modo mostrare gratitudine al Signore per quanto ha fatto per noi?... Con amore! Non c'è altra strada. L'amore si ripaga con l'amore. Ma la certezza dell'affetto la dà il sacrificio. Dunque, coraggio! Rinnega te stesso e prendi la sua Croce. Allora sarai sicuro di ricambiargli l'Amore con amore. (Via Crucis, V. n. 1)

Non è tardi, né tutto è perduto... Anche se così ti sembra. Anche se te lo ripetono mille voci di malaugurio. Anche se ti assediano sguardi beffardi e increduli... Sei arrivato al momento buono per caricarti la Croce: la Redenzione si sta compiendo —adesso—, e Gesù ha bisogno di molti cirenei. (Via Crucis, V. n. 2)

Per vedere felice la persona amata, un cuore nobile non tentenna davanti al sacrificio. Per dar sollievo a un volto dolente un'anima grande vince la ripugnanza e si dà senza tante smorfie... E Dio lo merita meno di un pezzo di carne, di un pugno di fango? Impara a mortificare i tuoi capricci. Accetta la contrarietà senza esagerarla, senza far scene, senza... isterismi. E renderai più leggera la Croce di Gesù (Via Crucis, V. n. 3)

Come amare veramente la. Croce Santa di Gesù?... Desiderala!... Chiedi forza al Signore per impiantarla in tutti i cuori, in lungo e in largo per il mondo! E poi... offrigli riparazione con gioia; cerca di amarlo anche coi battiti di tutti i cuori che ancora non lo amano. (Via Crucis, V. n. 5)
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martedì 30 marzo 2010

Martedì santo: “La Croce sulle tue spalle, con un sorriso”

Quanto più sarai di Cristo, più grazia avrai per la tua efficacia sulla terra e per la felicità eterna. Ma devi deciderti a seguire la via della dedizione: la Croce sulle tue spalle, con un sorriso sulle labbra, con una luce nell'anima.. (Via Crucis, II. n. 3)

Senti dentro di te: “Come pesa il giogo che hai assunto liberamente!”...
E la voce del diavolo; il fardello... della tua superbia.Chiedi umiltà al Signore, e anche tu capirai quelle parole di Gesù: Iugum enim meum suave est, et onus meum leve (Mt 11, 30), che mi piace tradurre liberamente così: il mio, giogo è la libertà, il mio giogo è l'amore, il mio giogo è l'unità, il mio giogo è la vita, il mio giogo è l'efficacia. (Via Crucis, II. n. 4)

Nell'ambiente c'è una specie di paura della Croce, della Croce del Signore. Il fatto è che hanno incominciato a chi amare croci tutte le cose sgradevoli che accadono nella vita, e non sanno sopportarle con senso di figli di Dio, con visione soprannaturale. Tolgono persino le croci piantate dal nostri avi lungo le strade!
Nella Passione, la Croce ha cessato di essere simbolo di castigo, per divenire segno di vittoria. La Croce è l'emblema del Redentore: in quo est salus, vita et resurrectio nostra: lì è la nostra salvezza, la nostra vita, la nostra risurrezione. (Via Crucis, II. n. 5)
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