martedì 17 novembre 2009

Non scoraggiarsi mai

E' più difficile liberarsi dallo scoraggiamento che dal peccato.
Non inquietarsi se non si constatano progressi nello stato della propria anima.
Spesso Dio permette questo per evitare un sentimento di orgoglio.
Egli sa vedere i nostri progressi e contare ogni nostro sforzo
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Preghiera per l'ammalato


Vergine Maria, Madre di Misericordia
con fiducia filiale mi rivolgo a Te.
Credo fermamente
che tu mi sostenga nella sofferenza,
come hai fatto con Gesù, tuo Figlio,
nel cammino verso il Calvario.
Quando la mia croce sarà troppo pesante,
aiutami a portarla e a non scoraggiarmi.
Vergine Maria, Madre nostra
prega per me e per tutti coloro che mi aiutano
e manifestano il loro affetto.
Per tua intercessione,
Gesù Tuo Figlio ci colmi,
della sua Pace e ci mantenga nella Speranza.

Amen

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lunedì 16 novembre 2009

Compiano opere di santità per giungere alla salvezza

Procuriamo di far parte anche noi del numero di coloro che ora rendono grazie a Dio a motivo del servizio che gli resero in vita, e non degli empi che debbono temere il giudizio. Anch'io pur riconoscendomi carico di mille peccati e soggetto alla tentazione, sbattuto fra tante insidie del demonio, mi sforzo di seguire la via della giustizia, cercando se non altro di accostarmi ad essa mediante il timore salutare del futuro giudizio. Fratelli e sorelle, dopo che avete ascoltato il Dio della verità, ascoltate anche l'esortazione che vi viene letta dal presente scritto, perché, facendo seriamente attenzione a quanto vi dico, salviate voi stessi e colui che legge in mezzo a voi. Per il dono che vi faccio chiedo come ricompensa che vi convertiate sinceramente. Così vi assicurerete la salvezza e la vita.
Con una condotta santa daremo un buon esempio a tutti i giovani che intendono impegnarsi seriamente ad amare e servire Dio. Non alteriamoci e non indigniamoci quando qualcuno ci riprende. Se ci offendessimo saremmo degli stolti. La correzione infatti ha lo scopo di farci passare dal male alla via della santità. Talvolta infatti, a motivo della nostra malizia e del nostro orgoglio, pur facendo il male, non ce ne avvediamo, perché la vista del nostro spirito é annebbiata dalle passioni. Compiamo dunque opere di giustizia per giungere alla salvezza. Beati coloro che obbediscono a questi precetti!
Anche se per breve tempo sopportano i mali in questo mondo, un giorno raccoglieranno il frutto incorruttibile della risurrezione. Perciò non si rattristi colui che é pio se in questo mondo deve sopportare l'avversità. Lo attende un tempo felice. Allora, risorgendo con i padri, godrà per tutta l'eternità senza ombra di tristezza. Non lasciamoci turbare vedendo che spesso i cattivi vivono nella prosperità, mentre i servi di Dio sono nella miseria. Convinciamoci di questo, fratellie sorelle: noi siamo messi alla prova da Dio e ci esercitiamo in questa vita, peressere coronati nella vita futura. Tra i giusti nessuno ha mai ricevuto la ricompensa troppo presto, ma ha dovuto aspettarla.
Se infatti Dio desse subito la ricompensa che spetta ai giusti, ne avremmo certo un vantaggio immediato, ma perderemmo un'occasione per dimostrare l'amore e la speranza in Dio. La nostra non sarebbe una santità di buona lega se, anziché sull'amore, si basasse sull'interesse. Ecco perché il santo autentico e chi ama veramente, non si turba e non si sente come paralizzato nella sua attività al pensiero del giudizio divino. All'unico e invisibile Dio, al Padre della verità, a colui che ci ha inviato il Salvatore, l'autore dell'immortalità e il rivelatore della verità e della vita celeste, sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Dall'«Omelia» di un autore del secondo secolo
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sabato 14 novembre 2009

Santa Maria della notte

Santa Maria, Vergine della notte,
Noi t 'imploriamo di starci vicino
quando incombe il dolore,
irrompe la prova,
sibila il vento della disperazione,
e sovrastano sulla nostra esistenza
il cielo nero degli affanni,
o il freddo delle delusioni
o l 'ala severa della morte.

Liberaci dai brividi delle tenebre.
Nell'ora del nostro calvario,
Tu, che hai sperimentato l 'eclissi del sole,
stendi il tuo manto su di noi,
sicché, fasciati dal tuo respiro,
ci sia più sopportabilela lunga attesa della libertà.

Alleggerisci con carezze di Madre
la sofferenza dei malati.
Riempi di presenze amiche e discrete
il tempo amaro di chi è solo.

Spegni i focolai di nostalgia
nel cuore dei naviganti,
e offri loro la spalla,
perchè vi poggino il capo.

Preserva da ogni male i nostri cari
che faticano in terre lontane e conforta,
col baleno struggente degli occhi,
chi ha perso la fiducia nella vita.

Ripeti ancora oggila canzone del Magnificat,
e annuncia straripamenti di giustizia
a tutti gli oppressi della terra.

Non ci lasciare soli nella notte
a salmodiare le nostre paure.
Anzi, se nei momenti dell'oscurità
ti metterai vicino a noi
e ci sussurrerai che anche Tu,
Vergine dell'Avvento,
stai aspettando la luce,
le sorgenti del pianto
si disseccheranno sul nostro volto.

E sveglieremo insieme l'aurora.

Così sia

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Un solo cuore e un solo spirito

Devi essere, come figlio di Dio e con la sua grazia, uomo o donna forte, di desideri e di opere. — Non siamo piante di serra. Viviamo in mezzo al mondo, e dobbiamo stare esposti a tutti i venti, al caldo e al freddo, alla pioggia e ai cicloni..., ma fedeli a Dio e alla sua Chiesa. (Forga, 792)

Il lavoro della Chiesa, ogni giorno, è come un grande arazzo, che offriamo al Signore, perché tutti noi battezzati siamo Chiesa.— Se adempiamo il nostro compito — con fedeltà e dedizione — questo grande arazzo sarà bello e senza difetti. — Se però qualcuno allenta un filo qua, un altro là, un altro dall'altra parte..., invece di un bell'arazzo avremo uno straccio ridotto a brandelli. (Forgia, 640)

Chiedi a Dio che nella Santa Chiesa, nostra Madre, i cuori di tutti siano, come nella primitiva cristianità, un solo cuore, perché fino alla fine dei secoli si compiano davvero le parole della Scrittura: “Multitudinis autem credentium erat cor unum et anima una” — la moltitudine dei fedeli aveva un cuore solo e un'anima sola.— Ti parlo molto sul serio: che per causa tua non venga lesa questa santa unità. Portalo alla tua orazione! (Forgia, 632)

Offri l'orazione, l'espiazione e l'azione per questo fine: “Ut sint unum!” — perché tutti noi cristiani abbiamo una sola volontà, un solo cuore, un solo spirito: perché “omnes cum Petro ad Iesum per Mariam!” — tutti, ben uniti al Papa, andiamo a Gesù, per mezzo di Maria.(Forgia, 647)
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venerdì 13 novembre 2009

La Croce, la Santa Croce!, pesa

Santificare il proprio lavoro non è una chimera, bensì è missione di ogni cristiano...: tua e mia. Lo aveva ben scoperto quel meccanico, che diceva: «Mi fa impazzire di gioia la certezza che io, maneggiando il tornio e cantando, cantando molto di dentro e di fuori , posso farmi santo...: com'è buono il nostro Dio!». (Solco, 517)

La Croce, la Santa Croce!, pesa.
— Da una parte, i miei peccati. Dall'altra, la triste realtà delle sofferenze della Chiesa nostra Madre; l'apatia di tanti cattolici che hanno “un volere senza volere”; la separazione
— per motivi diversi
— da persone care; le malattie e le afflizioni, proprie e altrui...La Croce, la Santa Croce!, pesa: “Fiat, adimpleatur...!”.
— Si faccia, si compia, sia lodata ed eternamente glorificata la giustissima e amabilissima Volontà di Dio su tutte le cose! Amen, Amen. (Forgia, 769)

La Croce non è la pena, né il dispiacere, né l'amarezza... È il legno santo su cui Gesù Cristo trionfa... e su cui trionfiamo noi quando riceviamo con gioia e con generosità ciò che Egli ci manda. (Forgia, 788)

Non sei solo. — Né tu né io possiamo trovarci soli. E meno che mai se andiamo da Gesù attraverso Maria, poiché è una Madre che non ci abbandonerà mai. (Forgia, 249)
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Farvi aiutare, guidare, da un direttore di coscienza

Ama e cerca l'aiuto di chi guida la tua anima. Nella direzione spirituale, metti a nudo il tuo cuore, completamente — marcio, se fosse marcio! —, con sincerità, con voglia di guarire; se no, questo marciume non scomparirà mai. Se ti rivolgi a una persona che può pulire la ferita soltanto in superficie..., sei un codardo, perché in fondo stai per nascondere la verità, a tuo danno. (Forgia, 128)

Soffro molto al pensiero di cattolici — figli di Dio che, attraverso il battesimo, sono singolarmente chiamati ad essere un altro Cristo — i quali tranquillizzano la loro coscienza con una vita di pietà meramente formalistica, con una 'religiosità' che li induce a pregare solo di quando in quando, e soltanto se pensano di trarne vantaggio; ad assistere alla santa Messa nei giorni di precetto — e neppure in tutti —, mentre puntualmente curano la tranquillità del loro stomaco con pasti a ore fisse; a cedere nella fede, a barattarla con un piatto di lenticchie, pur di non rinunciare alla loro posizione... E poi, sfacciatamente e scandalosamente, utilizzano l'etichetta di cristiani per raggiungere i primi posti.
No! Non accontentiamoci delle etichette: voglio che siate cristiani dalla testa ai piedi, tutti d'un pezzo; e, per esserlo, dovete cercare, senza concessioni, l'alimento spirituale adeguato.
Per esperienza personale sapete bene — e me lo avete sentito ripetere spesso, per prevenire scoraggiamenti — che la vita interiore consiste nel cominciare e ricominciare ogni giorno; e nel vostro cuore sentite, come lo sento io, che dobbiamo lottare incessantemente.
Nel vostro esame di coscienza avrete notato — succede anche a me: scusate questi riferimenti personali, ma mentre vi parlo faccio con il Signore un ripasso dei bisogni della mia anima — che subite ripetutamente delle piccole sconfitte, e talvolta vi viene da pensare che esulano dal comune, perché denotano un'evidente mancanza d'amore, di impegno, di spirito di sacrificio, di delicatezza.
Alimentate i desideri di riparazione con un sincero spirito di contrizione, ma — ve lo chiedo — non perdete la pace.(...)
Adesso insisto sull'esigenza di farvi aiutare, guidare, da un direttore di coscienza al quale confidare tutte le vostre sante aspirazioni e i problemi quotidiani che riguardano la vostra vita interiore, le sconfitte che potete incontrare e le vittorie.(Amici di Dio, nn. 13-15)
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Il crocefisso


Di null'altro mai ci glorieremo
se non della croce di Gesù Cristo,
nostro Signore: Egli è la nostra salvezza,
vita e risurrezione;
per mezzo di Lui siamo stati salvati e liberati
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Dobbiamo avere fame e sete di Lui e della sua dottrina

Senza vita interiore, senza formazione, non vi è vero apostolato, e non vi sono opere feconde: il lavoro è precario e addirittura fittizio. — Quant'è grande, pertanto, la responsabilità dei figli di Dio!: dobbiamo avere fame e sete di Lui e della sua dottrina. (Forgia, 892)

A volte, con il loro modo di agire, alcuni cristiani non danno al comandamento della carità il supremo valore che gli spetta. Cristo, circondato dai suoi, in quel meraviglioso discorso finale, diceva come testamento: “Mandatum novum do vobis, ut diligatis invicem” — vi dò un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri.E insistette ancora: “In hoc cognoscent omnes quia discipuli mei estis” — da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri.— Magari ci decidessimo a vivere come Egli vuole! (Forgia, 889)

Se manca la pietà — questo laccio che ci lega stretti a Dio e, per Lui, agli altri, perché negli altri vediamo Cristo —, è inevitabile la disunione, con la perdita di ogni spirito cristiano.(Forgia, 890)

Sii grato di tutto cuore al Signore per le facoltà meravigliose..., e terribili, dell'intelligenza e della volontà con cui ha voluto crearti. Meravigliose, perché ti fanno simile a Lui; terribili, perché vi sono uomini che le usano contro il loro Creatore.A me, come sintesi della nostra riconoscenza di figli di Dio, viene da dire, ora e sempre, a questo Padre nostro: “Serviam!” — ti servirò! (Forgia, 891)
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giovedì 12 novembre 2009

Hai degli errori... e che errori!

Non spaventarti, non scoraggiarti, nello scoprire che hai degli errori... e che errori! — Lotta per strapparli. E, finché lotti, convinciti che è bene sperimentare tutte queste debolezze, perché, altrimenti, saresti un superbo: e la superbia allontana da Dio. (Forgia, 181).

Gesù, se tutti noi riuniti nel tuo Amore fossimo perseveranti! Se riuscissimo a tradurre in opere gli slanci che Tu stesso accendi nei nostri cuori!
Domandatevi molto spesso: perché sono su questa terra?
E in questo modo otterrete di portare a perfetto compimento — pieno di carità — gli impegni giornalmente intrapresi e la cura delle cose piccole. Faremo tesoro dell'esempio dei santi: persone come noi, di carne e ossa, con fragilità e debolezze, ma che seppero vincere e vincersi per amore di Dio; considereremo il loro comportamento e — come le api che estraggono da ogni fiore il nettare migliore — metteremo a frutto il loro modo di lottare.
Voi e io impareremo anche a scoprire tante virtù in quanti ci circondano — ci danno lezioni di lavoro, di abnegazione, di allegria... —, e non indugeremo troppo sui loro difetti; soltanto lo stretto imprescindibile. per poterli aiutare con la correzione fraterna.(Amici di Dio, 20)
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La razza dei figli di Dio

Figli di Dio. — Portatori dell'unica fiamma capace di illuminare i cammini terreni delle anime, dell'unico fulgore, nel quale mai potranno darsi oscurità, ombre o penombre. — Il Signore si serve di noi come di torce, perché questa luce illumini... Da noi dipende che molti non rimangano nelle tenebre, ma percorrano sentieri che conducono fino alla vita eterna. (Forgia, 1)

Iesus Christus, Deus homo: ecco i magnalia Dei, le opere meravigliose di Dio, dinanzi alle quali dobbiamo meditare e di cui dobbiamo rendere grazie al Signore, a colui che è venuto a portare la pace in terra agli uomini di buona volontà, a tutti coloro che vogliono unire la loro volontà alla Volontà santa di Dio: non soltanto ai ricchi, né soltanto ai poveri, ma a tutti gli uomini, a tutti i fratelli. Perché tutti siamo fratelli in Gesù, tutti figli di Dio e fratelli di Cristo; e sua Madre è nostra Madre.
Sulla terra non c'è che una razza: quella dei figli di Dio. Tutti dobbiamo parlare la stessa lingua, quella che ci insegna il Padre nostro che è nei cieli, la lingua del dialogo di Gesù col Padre, la lingua che si parla col cuore e con la mente, quella stessa che usate ora nella vostra orazione. È la lingua delle anime contemplative, di coloro che sanno essere spirituali perché consapevoli della loro filiazione divina; una lingua che si esprime in mille mozioni della volontà, in tante illuminazioni radiose dell'intelligenza, negli affetti del cuore, nelle decisioni di condurre una vita retta, santa, lieta e pervasa di pace. (E' Gesù che passa, 13)
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Egli passa beneficando e sanando

Quale stupenda meraviglia è l'anima di un Sacerdote!
Non cambia natura, rimane intelletto e volontà, ma è intelletto ordinato alla conoscenza di Dio, ed è volontà consacrata dal dovere di amare Lui solo; rimane ancora nella terra, ma vi sta come il Verbo Umanato, che evangelizzò il popolo, glorificò il Padre e passò beneficando e sanando. La mente del Sacerdote custodisce la scienza divina, la sua parola la comunica alle genti, la sua attività è tutta diretta alla gloria di Dio, ed egli passa beneficando e sanando, con le opere della carità e con l'azione sociale del suo ministero altissimo.
È anch'egli vittima d'immolazione, come Gesù Cristo; immola se stesso nella consacrazione verginale, dandosi tutto a Dio come olocausto di amore, e s'immola per il popolo, dedicandosi tutto al suo bene. Egli non può avere relazione con le creature che per illuminarle e trarle a Dio; è un fiore dell'Altare Eterno, che non può sfrondarsi sulla terra ma sulla mensa di Dio; è tutto un impasto di amore soprannaturale, è un fiore piantato dallo Spirito Santo per il trono di Dio.Che cosa orribile inselvatichirsi nella carne, sottrarsi alla luce della Fede, amare una creatura, sfrondare la propria purezza verginale, e rimanere tuttavia e indelebilmente Sacerdote, gemma nel fango, luce spenta, giglio sfrondato, cuore che porta Gesù Cristo alla Passione ed alla morte, e trascina le anime nell'abisso, mentre doveva vivere per salvarle!
Vieni, o Spirito Santo, rinnovami nel tuo amore, non permettere in me tale scempio, ravviva con la misericordia le grazie che mi facesti nella Sacra Ordinazione, rinnova in me il ricordo di quei momenti solenni, affinché io, elevato a tanta altezza, riconosca la mia dignità e la custodisca gelosamente come gemma celeste.

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mercoledì 11 novembre 2009

La carità è il sale dell'apostolato

Ama e pratica la carità, senza limiti e senza discriminazioni, perché è la virtù che ci caratterizza come discepoli del Maestro. — Tuttavia, la carità non può portarti — non sarebbe più una virtù — ad attenuare la fede, a togliere gli spigoli che la definiscono, ad addolcirla fino a trasformarla, come alcuni pretendono, in qualcosa di amorfo che non ha la forza e il potere di Dio. (Forgia, 456)

Peccherebbe di ingenuità chi pensasse che le esigenze della carità cristiana siano facili da compiere. Ben diverso è il panorama che ci si presenta se consideriamo il comportamento abituale della società e, purtroppo, se guardiamo anche all'interno della Chiesa.
Se l'amore non costringesse a tacere, tutti potrebbero fare lunghi elenchi di divisioni, di conflitti, di ingiustizie, di mormorazioni, di insidie. Dobbiamo ammetterlo con semplicità, per cercare di applicare il rimedio opportuno, che deve tradursi nello sforzo personale di non ferire, di non trattar male, di correggere senza stroncare.(…)
In questo istante mi sento spinto a chiedere al Signore — unitevi, se volete, a questa mia preghiera — di non permettere che nella sua Chiesa la mancanza d'amore sparga zizzania nelle anime. La carità è il sale dell'apostolato dei cristiani: se diventa insipido, come potremo presentarci al cospetto del mondo e spiegare, a testa alta, che qui c'è Cristo?
(Amici di Dio, 234)
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domenica 8 novembre 2009

Metti tutto nelle mani di Dio

Oltre alla sua grazia copiosa ed efficace, il Signore ti ha dato la testa, le mani, le facoltà intellettuali, per far fruttare i tuoi talenti. Dio vuole costantemente operare miracoli — risuscitare i morti, dare l'udito ai sordi, la vista ai ciechi, la capacità di camminare agli storpi... —, per mezzo della tua attività professionale santificata, trasformata in olocausto gradito a Dio e utile alle anime. (Forgia, 984)

La tua barca — i tuoi talenti, le tue aspirazioni, i tuoi successi — non vale niente se non la metti a disposizione di Gesù Cristo, se non lasci che Egli vi salga dentro liberamente, se la trasformi in idolo. Tu da solo, con la tua barca, se fai a meno del Maestro, soprannaturalmente parlando viaggi dritto al naufragio. Soltanto se accetti, se cerchi la presenza e la guida del Signore, sarai al riparo dalle tempeste e dai frangenti della vita.
Metti tutto nelle mani di Dio: i tuoi pensieri, le belle avventure della tua fantasia, le tue nobili ambizioni umane, i tuoi amori puliti, devono passare per il cuore di Cristo.
Altrimenti, presto o tardi, coleranno a picco col tuo egoismo.
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Non ci deve avanzare nemmeno un secondo di tempo

Ti sei consolato all'idea che la vita è uno spendersi, un bruciarla al servizio di Dio. Così, spendendoci interamente per Lui, arriverà la liberazione della morte, che ci porterà il possesso della Vita. (Solco, 883)

Non ci deve avanzare nemmeno un secondo di tempo: non sto esagerando. Lavoro ce n'è; il mondo è grande e si contano a milioni le anime che ancora non hanno ascoltato con chiarezza la dottrina di Cristo. Mi rivolgo a ciascuno di voi.
Se ti avanza tempo, rifletti un momento: è quasi certo che sei caduto nella tiepidezza, o che, soprannaturalmente parlando, sei un paralitico. Immobile, inerte, sterile, non sviluppi tutto il bene che dovresti comunicare a coloro che ti stanno accanto, nel tuo ambiente, nel tuo lavoro, nella tua famiglia.Pensiamo coraggiosamente alla nostra vita.
Perché a volte non troviamo quei pochi minuti per portare a termine con amore il lavoro che ci aspetta e che è lo strumento della nostra santificazione?
Perché trascuriamo i doveri famigliari? Perché si insinua la precipitazione al momento di pregare, di assistere al santo Sacrificio della Messa? Perché ci manca serenità e calma nel compiere i doveri del nostro stato, e ci intratteniamo senza alcuna fretta dietro ai nostri capricci personali? Mi direte: sono piccolezze. Sì, è vero: ma queste piccolezze sono l'olio, il nostro olio, che tiene viva la fiamma e accesa la luce.
(Amici di Dio, 41-42)
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Dio non ti strappa dal tuo ambiente

Dio non ti strappa dal tuo ambiente, non ti allontana dal mondo, né dal tuo stato, né dalle tue nobili ambizioni umane, né dal tuo lavoro professionale... però, lì, ti vuole santo! (Forgia, 362)

Convincetevi che la vocazione professionale è parte essenziale, inseparabile, della nostra condizione di cristiani. Il Signore vi vuole santi nel posto in cui siete, nella mansione che vi siete scelta per il motivo che vi è parso più opportuno: tutte mi sembrano buone e nobili — se non si oppongono alla legge divina — e suscettibili di essere innalzate al piano soprannaturale, cioè inserite nella corrente d'Amore che caratterizza la vita di un figlio di Dio. (...).
Dobbiamo evitare lo sbaglio di ritenere che l'apostolato si riduca alla testimonianza di qualche pratica di pietà. Tu e io siamo cristiani, ma nello stesso tempo, e senza soluzione di continuità, siamo cittadini e lavoratori, con dei doveri ben chiari che dobbiamo compiere in maniera esemplare, se vogliamo santificarci davvero. Gesù stesso ci stimola: Voi siete la luce del mondo (Mt V, 14-16).
(Amici di Dio, nn. 60-61)
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Il sacerdote

Il sacerdote dev'essere santo nella sua anima e, logicamente, non in una forma di ostentazione che potrebbe rasentare l'ipocrisia, non con la preoccupazione quasi di apparire santo, il che produrrebbe un effetto disastroso, con profonda umiltà interiore, ma evitando quello che può indurre il sospetto di una vita disordinata. È una cosa psicologicamente importante. Il dire, per esempio: Sono un peccatore, sono stato un povero peccatore ecc., può fare pensare, e lo dimostra l'esperienza: «Chissà quante ne avrà fatte questo sacerdote nella sua vita e quante ne fa». Meglio dire con profondo sentimento, quando occorre per la gloria di Dio: «Sono un povero nulla innanzi a Dio» o simili espressioni sincere, anche con moderazione, proprio quando sgorgano dall'anima umiliata innanzi a Dio, ed umile nell'estimazione di sé innanzi agli altri, senza atteggiamenti di boria o di presunzione che suscitano, anche inconsciamente, la reazione ad ogni opera di zelo, ad ogni esortazione di bene.
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I perfetti si trovano solo in Cielo

L'altro è pieno di difetti! Bene... Però, a parte il fatto che i perfetti si trovano solo in Cielo, tu pure trascini i tuoi e, tuttavia, ti sopportano e, più ancora, ti stimano: perché ti amano con l'amore che Gesù aveva per i suoi, tutti ben carichi di miserie! Impara! (Solco, 758)

Ti lamenti perché non è comprensivo... Io sono certo che fa il possibile per comprenderti. Ma tu quando ti sforzerai un po' per comprendere lui?(Solco, 759)

D'accordo, lo ammetto: quella persona si è comportata male; la sua condotta è riprovevole e indegna; vale ben poco.Umanamente merita tutto il disprezzo!, hai aggiunto.Ripeto: ti capisco, ma non condivido la tua ultima affermazione; quella vita meschina è sacra: Cristo è morto per redimerla! Se Lui non l'ha disprezzata, tu come puoi permettertelo? (Solco, 760)

Davvero la vita, di per sé limitata e insicura, a volte diventa difficile. Ma questo contribuirà a renderti più soprannaturale, a farti vedere la mano di Dio: e così sarai più umano e più comprensivo con chi ti sta accanto.(Solco, 762)
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sabato 7 novembre 2009

Invocazioni al Sacro Cuore

1. Io ti saluto, Cuore di Gesù, salvami.
2. Io ti saluto, Cuore del Creatore, perfezionami.
3. Io ti saluto, Cuore del Salvatore, liberami.
4. Io ti saluto, Cuore del mio Giudice, perdonami.
5. Io ti saluto, Cuore del Padre mio, guidami.

6. Io ti saluto, Cuore del mio Sposo, amami.
7. Io ti saluto, Cuore del mio Maestro, insegnami.
8. Io ti saluto, Cuore del mio Re, incoronami.
9. Io ti saluto, Cuore del mio Benefattore, arricchiscimi.
10. Io ti saluto, Cuore del mio Pastore, custodiscimi.

11. Io ti saluto, Cuore del mio Amico, accarezzami.
12. Io ti saluto, Cuore di Gesù Bambino, attirami.
13. Io ti saluto, Cuore di Gesù morente in Croce, soddisfa per me.
14. Io ti saluto, Cuore di Gesù in tutti i tuoi stati, donati a me.
15. Io ti saluto, Cuore del mio Fratello, resta con me.

16. Io ti saluto, Cuore d’incomparabile bontà, perdonami.
17. Io ti saluto, Cuore magnifico, risplendi in me.
18. Io ti saluto, Cuore amabilissimo, abbracciami.
19. Io ti saluto, Cuore Caritatevole, opera in me.
20. Io ti saluto, Cuore Misericordioso, rispondi per me.

21. Io ti saluto, Cuore umilissimo, riposa in me.
22. Io ti saluto, Cuore pazientissimo, sopportami.
23. Io ti saluto, Cuore fedelissimo, paga per me.
24. Io ti saluto, Cuore ammirabile e degnissimo, benedicimi.
25. Io ti saluto, Cuore pacifico, rasserenami.

26. Io ti saluto, Cuore desiderabile e bellissimo, innamorami di Te.
27. Io ti saluto, Cuore illustre e perfetto, nobilitami.
28. Io ti saluto, Sacro Cuore, balsamo prezioso, conservami.
29. Io ti saluto, Cuore Santissimo e generoso, rendimi migliore.
30. Io ti saluto, Cuore benedetto, Medico e rimedi ai nostri mali, risanami.

31. Io ti saluto, Cuore di Gesù, sollievo degli afflitti, consolami.
32. Io ti saluto, Cuore amante, Fornace ardente, bruciami.
33. Io ti saluto, Cuore di Gesù, Modello di perfezione, illuminami.
34. Io ti saluto, Cuore Divino, origine di ogni felicità, fortificami.
35. Io ti saluto, Cuore delle eterne Benedizioni, chiamami.
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In che cosa dobbiamo sperare?

Davanti a un panorama di uomini senza fede, senza speranza; davanti a cervelli che si agitano, al limite dell'angoscia, per cercare una ragione d'essere alla vita, tu hai trovato una meta: Lui! E questa scoperta inietterà per sempre nella tua esistenza un'allegria nuova, ti trasformerà, e ti presenterà ogni giorno un'immensità di cose belle che ti erano sconosciute, e che mostrano la gioiosa ampiezza del sentiero ampio che ti conduce a Dio. (Solco, 83)

Forse più d'uno si chiede: noi cristiani, in che cosa dobbiamo sperare?
Il mondo ci offre molti beni, appetibili dal nostro cuore, che reclama la felicità e insegue con ansia l'amore. Inoltre vogliamo seminare la pace e la gioia a mani piene; non ci sentiamo soddisfatti di ottenere la prosperità personale, e cerchiamo che siano contenti tutti coloro che ci stanno vicino.
Disgraziatamente, alcuni, con una prospettiva rispettabile ma piatta, con ideali del tutto caduchi e fugaci, dimenticano che gli aneliti del cristiano devono essere orientati verso traguardi più elevati, infiniti.
Ci interessa l'Amore stesso di Dio, per goderlo pienamente, con un godimento senza fine.
Abbiamo costatato in tanti modi che la realtà di quaggiù passerà per tutti, quando terminerà questo mondo: e termina per ciascuno con la morte, perché nel sepolcro non ci accompagnano né le ricchezze né gli onori.
Perciò, sull'ala della speranza, che anima i nostri cuori a elevarsi fino a Dio, abbiamo appreso a pregare: in te Domine speravi, non confundar in aeternum [Sal 30, 2]; in te, o Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso: spero in Te, perché tu mi diriga con le tue mani ora e sempre nei secoli dei secoli.
(Amici di Dio, 209)
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Preghiera a Maria Santissima prima del riposo notturno

O Vergine, si fa tardi, tutto si addormenta sulla terra, è l’ora del riposo: non abbandonarmi !
Metti la tua mano sui miei occhi. Come una buona madre. Chiudili dolcemente alle cose di quaggiù.
L’anima mia è stanca di affanni e di tristezze, la fatica che mi attende è qui a me vicina.
Metti la tua mano sulla mia fronte, arresta il mio pensiero.
Dolce sarà il mio riposo,se benedetto da te. Perché domani il tuo povero figlio si desti più forte e riprenda allegramente il peso del nuovo giorno.
Metti la tua mano sul mio cuore.
Lui solo vegli sempre e ridica al suo Dio un amore eterno.


(P. Claude Wittock)

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venerdì 6 novembre 2009

per ottenere numerosi e santo sacerdoti

-1) O Gesù, nei remoti villaggi ed a popoli di campagna, manda numerosi e santi Sacerdoti.
-2) O Gesù, nelle popolose metropoli, manda numerosi e santi Sacerdoti.
-3) O Gesù, nelle regioni degli infedeli, manda numerosi e santi Sacerdoti.
-4) O Gesù, a salvezza dei peccatori, mandanumerosi e santi Sacerdoti.
-5) O Gesù, a salvezza dell'innocenza, manda numerosi e santi Sacerdoti.
-6) O Gesù, a salvezza della gioventù, mandanumerosi e santi Sacerdoti.
-7) O Gesù, a salvezza della verginità, manda numerosi e santi Sacerdoti.
-8) O Gesù, ad argine potente contro tuttigli errori, manda numerosi e santi Sacerdoti.
-9) O Gesù, a sollievo degli afflitti ed aiutodegli infermi, manda numerosi e santi Sacerdoti.
-10) O Gesù, a distruzione del regno di Satanae ad edificazione del Tuo Regno, mandanumerosi e santi Sacerdoti.
-11) O Gesù, a santificazione di ogni anima, manda numerosi e santi Sacerdoti.
-12) O Gesù, senza più tardare. mandanumerosi e santi Sacerdoti.

Padre Isaia Columbro

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Dopo la morte vi accoglierà l'Amore

Adesso capisci quanto hai fatto soffrire Gesù, e ti riempi di dolore: com'è semplice chiedergli perdono, e piangere i tuoi passati tradimenti! Il tuo petto non basta a contenere le ansie di riparazione! Bene. Ma non dimenticare che lo spirito di penitenza consiste principalmente nel compiere, costi quel che costi, il dovere di ogni istante. (Via Crucis, 9ª Stazione, n. 5)

Che cosa meravigliosa quando il Padre ci dirà: Bene, servo buono e fedele: sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone! [Mt 25,21]. Pieni di speranza! E questo il prodigio dell'anima contemplativa. Viviamo di Fede, di Speranza, d'Amore; e la Speranza è la nostra fortezza. Ricordate san Giovanni? Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno [1 Gv 2, 14].
Dio ci incalza, per la giovinezza eterna della Chiesa e dell'umanità intera. Potete trasformare in realtà divina tutto ciò che è umano, come il re Mida trasformava in oro tutto ciò che toccava.Non dimenticatelo mai: dopo la morte vi accoglierà l'Amore. E nell'amore di Dio ritroverete tutti gli amori limpidi che avete avuto sulla terra. Il Signore ha disposto che trascorriamo la breve giornata della nostra esistenza lavorando e, come il suo Unigenito, facendo il bene[At 10, 38].
Nel frattempo, dobbiamo essere vigilanti, in ascolto di quelle chiamate che Sant'Ignazio di Antiochia sentiva nella sua anima, mentre si avvicinava l'ora del martirio:Vieni dal Padre [Sant'Ignazio d'Antiochia, Epistola ad Romanos, 7], vieni da tuo Padre, che ti attende ansioso. (Amici di Dio, nn. 221)

Dobbiamo amare la Santa Messa

Lotta per far sì che il Santo Sacrificio dell'Altare sia il centro e la radice della tua vita interiore, in modo che tutta la giornata si trasformi in un atto di culto — prolungamento della Messa che hai ascoltato e preparazione alla successiva —, che trabocca in giaculatorie, visite al Santissimo, nell'offerta del tuo lavoro professionale e della tua vita famigliare... (Forgia, 69)

Non comprendo come si possa vivere cristianamente senza sentire il bisogno di un'amicizia costante con Gesù nella Parola e nel Pane, nella preghiera e nell'Eucaristia. Comprendo bene, invece, i vari modi in cui, lungo i secoli, le successive generazioni di fedeli hanno concretato la pietà eucaristica: alcune volte con pratiche collettive che esprimevano pubblicamente la loro fede, altre con atteggiamenti nascosti e silenziosi nella pace sacra del tempio o nell'intimità del cuore.
Dobbiamo, anzitutto, amare la Santa Messa, che deve essere il centro della nostra giornata. Se si vive bene la Messa, come è possibile poi, per tutto il resto del giorno, non avere il pensiero in Dio, non aver la voglia di restare alla sua presenza per lavorare come Egli lavorava e amare come Egli amava? Impariamo dunque a ringraziare il Signore di un'altra sua delicatezza d'amore: quella di non aver voluto limitare la sua presenza al momento del Sacrificio dell'altare, ma di aver deciso di restare nell'Ostia Santa che si conserva nel tabernacolo.
(E' Gesù che passa, nn. 154)

Attende il nostro amore da quasi duemila anni

Gesù è rimasto nell'Ostia Santa per noi! Per restare al nostro fianco, per sostenerci, per guidarci. E l'amore lo si ripaga unicamente con l'amore. Come non ricorrere al Tabernacolo, ogni giorno, sia pure per pochi minuti, per portargli il nostro saluto e il nostro amore di figli e di fratelli? (Solco, 686)

Il nostro Dio ha deciso di rimanere nel tabernacolo per essere nostro alimento, per darci forza, per divinizzarci, per dare efficacia al nostro lavoro e al nostro sforzo. Gesù è allo stesso tempo seminatore, seme e frutto della semina: è il Pane di vita eterna.(...)
Attende il nostro amore da quasi duemila anni.
È tanto, ma è poco, perché quando c'è amore il tempo vola.
Mi torna alla memoria uno dei cantici di Alfonso il Saggio in cui si narra la leggenda di un monaco che, nella sua semplicità, aveva supplicato la Madonna di poter contemplare il Cielo, anche solo per un istante. La Vergine ne esaudì il desiderio e il buon monaco venne portato in Paradiso. Al ritorno, non riconosceva nessuno di quelli che dimoravano nel monastero.
La sua contemplazione, che aveva creduto brevissima, era durata tre secoli. Tre secoli sono un nonnulla per un cuore innamorato. Io mi spiego allo stesso modo i duemila anni di attesa di Gesù nell'Eucaristia. È l'attesa di Dio, che ci ama, ci cerca, ci accetta come siamo: con i nostri limiti, i nostri egoismi, la nostra incostanza; e tuttavia capaci di scoprire il suo amore infinito e di darci a Lui interamente.(E' Gesù che passa, 151)

martedì 3 novembre 2009

Per noi la morte è Vita

Va' avanti, con allegria, con sforzo, anche se sei così poca cosa: un nulla! — Con Lui, nessuno al mondo ti fermerà. Pensa, inoltre, che tutto è buono per coloro che amano Dio: su questa terra, tutto si può aggiustare, tranne la morte; e per noi la morte è Vita. (Forgia, 1001)

Se sei apostolo, la morte sarà per te una buona amica che ti facilita il cammino.(Cammino, 735)

Gli “altri”, la morte li blocca e li atterrisce. —A noi, la morte —la Vita— dà coraggio e impulso.
Per loro è la fine; per noi il principio.(Cammino, 738)

Non avere paura della morte. —Accettala, fin da ora, generosamente..., quando Dio vorrà..., come Dio vorrà..., dove Dio vorrà. —Non dubitare: essa verrà nel tempo, nel luogo e nel modo più opportuni..., inviata da tuo Padre-Dio. —Sia benvenuta nostra sorella morte!(Cammino, 739)

Se non ci fosse altra vita che questa, sarebbe una burla crudele: ipocrisia, cattiveria, egoismo, tradimento.(Forgia, 1000)
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Speranza

La Speranza è sostenuta dall’Amore di Dio dentro di noi: quell’Amore, dunque, che non viene dalla terra, che non “produciamo” noi, ma è la vita, l’abito, la forza dello Spirito Santo, Colui che, in seno alla Trinità Santissima, è l’AMORE persona, l’Amore sostanziale.
Fermiamoci, contemplando a guardare in faccia questa speranza, vera e eterna che ci apre le porte agli orizzonti eterni: quelli che danno peso e significato anche alle mie fatiche esistenziali...

Signore, fa di me un uomo/donna di Speranza!

Che io non trascini i miei giorni nel dubbio o nella tristezza di un “qui e ora” senza luce di eternità! “So a chi ho creduto!”, dico con S.Paolo e invoco lo Spirito che accenda in me, ogni giorno, primizie di Amore-Gioia eterna.

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Le preghiere "di base"

PADRE NOSTRO
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

AVE MARIA
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne è benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

GLORIA AL PADRE
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

CREDO
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito da Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di la verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

SALVE REGINA.
Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

ANGELO DI DIO
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.

L'ETERNO RIPOSO
L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.
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