lunedì 12 maggio 2014

Preghiera del mattino 12/V/2014

Signore, tu solo sei il Buon Pastore e il vero re. 
La tua corona fu una corona di spine, il tuo scettro un simbolo di sacrificio. 
Concedici la grazia di usare il nostro potere al servizio del prossimo e di essere, come il Buon Pastore, la porta attraverso la quale altri entreranno nel Regno.
-----

domenica 11 maggio 2014

Preghiera della sera/10

3-nov-2012 
Signore Gesù, con la Chiesa, questa sera, rendo omaggio a Maria, tua madre. Ella era legata a te, corpo e anima, come tutte le madri con i propri figli. 
Pensando a lei, mi rallegro per la tua somiglianza con gli uomini, che tanto amano la loro madre! 
Ma la venero ancor di più perché si è affidata totalmente alla volontà di Dio e le è sempre rimasta attaccata. 
Soltanto così poteva essere la madre tua e della Chiesa. 
Fa' che anche noi, come Chiesa, restiamo, nei nostri atteggiamenti e nelle nostre azioni, figli di Maria.
-----

Preghiera della sera/9

27-set-2012 
Concedici, Signore, la sapienza e il coraggio dei tuoi profeti, fa' che riconosciamo l'amore di tuo Figlio e, ascoltando il suo insegnamento, vivendo secondo il Vangelo, imitando il suo amore, fa' che contribuiamo con i nostri modesti mezzi, alla diffusione del suo insegnamento, alla costruzione del tuo regno e a preparare così il nostro posto nella dimora eterna.
------

Un fioretto al giorno: 11 maggio

Non devo far passare giorno senza rivolgere un pensiero a Maria:" Madre mia, fiducia mia!".
---------

Un fioretto al giorno: 10 maggio

Durante la giornata cercherò dei momenti di silenzio per chiedermi:" Faccio la volontà del Signore?"
--------------

venerdì 9 maggio 2014

Un fioretto al giorno: 9 maggio

Anche se mi dovesse andare tutto storto con pazienza e con umiltà dirò: Sia fatta la volontà del Signore
----------

Preghiera del mattino 9/V/2014

Signore, è venerdì: è il mattino che segue la Cena, il giorno in cui deve manifestarsi che cosa significa offrire la propria carne e il proprio sangue. 
Io non potrò essere presente oggi quando la tua comunità si riunirà per annunciare la tua morte e lodare la tua risurrezione. 
Ma ti prego in questo giorno, fa' che tutta la mia vita sia segnata da questo dono: "Prendete". 
Amen.
-----

giovedì 8 maggio 2014

Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. 

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie. Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono. O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
Ave Maria 

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore. Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia! Ave Maria Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie. Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie. 
Ave Maria 

Chiediamo la benedizione a Maria 

Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen. 
Salve Regina
------------

Preghiera del mattino 8/V/2014

Signore, mi sono sentito protetto durante questa notte; che cosa mi può inquietare in questo momento alla luce del giorno? 
Noto gli sguardi interrogativi dei miei amici e dei miei colleghi: "Come è possibile che uno si possa sentire così sicuro di sé quando si tratta di Dio?! 
Egli soccombe pietosamente alle sue proprie illusioni". 
Signore, non pensano male. 
Manifesta loro attraverso di me la tua potenza. 
Amen.
-----

Un fioretto al giorno: 8 maggio

Cercherò in ogni momento della giornata di ascoltare la voce inconfondibile del Signore che mi invita ad agire onestamente
-------

mercoledì 7 maggio 2014

Preghiera del mattino 7/V/2014

Signore, questa mattina penso che la tua volontà spesso mi disturba. 
Che bella vita avrei, se i miei genitori non mi avessero iniziato alla volontà del Padre! 
Ma tu mi ricordi che, se tali pensieri tentatori non ti sono stati estranei, l'uomo non vive solamente di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. 
Signore, fa' che la volontà del Padre sia oggi il mio nutrimento. 
Amen.
-----

Un fioretto al giorno: 7 maggio

Nei momenti di tristezza e di disperazione, cercherò di avere un pensiero per chi veramente ci ama e cioè: La Madonna
---------

Un fioretto al giorno: 6 maggio

Offri a Maria tutte le buone opere che farai in questo mese, intendendo di far tutto in suo onore
-----

Preghiera del mattino 6/V/2014

Signore, tra qualche minuto, lascerò questa casa dove tu hai trascorso la notte con me. 
Sento già l'ironia di coloro che, tra i miei colleghi, ti prendono in giro. 
Niente è sacro per loro: né il tuo nome, né la tua Chiesa, né i tuoi servitori. 
Si ride delle persone che fanno il segno della croce prima di mangiare; ma ci piace che ci servano. 
Cosa fare di più per essere accettati? 
Tuttavia, io penso alle tue parole: "Il discepolo non è di più del suo padrone". 
Signore, non lasciare che oggi io mi indurisca. 
Amen.
----

lunedì 5 maggio 2014

Preghiera della sera/8

Perché, Signore, molti di noi, cresciuti nella vera fede fin dall'infanzia, l'abbandonano all'avvicinarsi dell'età adulta o diventano ad essa indifferenti, mentre invece altri, cresciuti senza contatto alcuno con te, conoscendoti poco o nulla, si danno completamente a te fin dalla prima volta che ti manifesti a loro? 
Anch'io, come sono stato poco sensibile nei tuoi confronti! Eppure tu sei in me dal battesimo! 
Apri i miei occhi ora, Signore, al mistero della tua presenza in me e io cercherò di non lasciare che il mio sguardo si smarrisca di nuovo.
------

Preghiera della sera/7

25-04-2013
Signore, oggi abbiamo vissuto come tu desideri? 
Siamo stati pazienti, modesti e affettuosi? 
Abbiamo dedicato abbastanza tempo a coloro che sono venuti verso di noi? 
Abbiamo risposto alla loro speranza quando si sono rivolti a noi? 
Li abbiamo presi tra le nostre braccia quando piangevano? 
Li abbiamo confortati con tenerezza, fino a quando hanno ripreso a sorridere? 
Abbiamo pregato quando soffrivano? 
Oltre al pane, abbiamo offerto loro dei fiori? 
Abbiamo saputo far fiorire la tua gioia? 
Siamo sempre stati fratelli dei nostri fratelli? 
Se questo non fosse, Signore, perdonaci. Ed anche se così è stato, questo non basta. 
Circondaci ogni giorno più di amore, Signore, fino alla luce della tua eternità.
-----

Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,22-29
Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, notò che c'era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti. Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». 

Sono strani i sensi: la fede non vuole sapere di nulla,… vorrebbe passare tutta la vita, immobile, davanti al tabernacolo. I sensi amano la ricchezza e l’onore; la fede li vede come un orrore…: “Beati i poveri” (Mt 5,3). Adora la povertà e la bassezza di cui Gesù si è rivestito tutta la vita come di un abito inseparabile… I sensi si sgomentano di fronte a ciò che chiamano pericolo, a ciò che può portare dolore o morte; la fede non ha paura di nulla, sa che accadrà ciò che Dio vuole – “I capelli del vostro capo sono tutti contati” (Mt 10,30) – e ciò che Dio vorrà sarà sempre per il suo bene – “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rom 8,28). 
Così, qualunque cosa possa accadere, pena o gioia, salute o malattia, vita o morte, ella è contenta in anticipo e non teme nulla… I sensi si preoccupano per il domani, si chiedono come si vivrà domani; la fede non ha alcuna preoccupazione… 
La fede illumina ogni cosa di una luce nuova, altro che la luce dei sensi, più brillante, o diversa. Così chi vive di fede ha l’anima piena di pensieri nuovi, di gusti nuovi, di giudizi nuovi; sono nuovi orizzonti che si aprono davanti a lui, orizzonti meravigliosi, illuminati da una luce celeste, belli della bellezza divina. Avvolta dalle verità totalmente nuove che il mondo non conosce, è logico che comincia una vita tutta nuova, opposta al mondo, che vede i suoi atti come follia. 
Il mondo è nelle tenebre, in una profonda notte. L’uomo di fede è nella luce piena, la strada luminosa dove cammina non è visibile agli uomini; a loro appare come un folle che cammina nel vuoto. 
Beato Charles de Foucauld (1858-1916), eremita e missionario nel Sahara Note del ritiro, Nazareth, nov. 1897
-----------

domenica 4 maggio 2014

Dal 4 al 12 maggio la Novena alla Madonna di Fatima

Questa preghiera è da recitarsi per nove giorni consecutivi 

Vergine Santissima, che a Fatima hai rivelato al mondo i tesori di grazie nascosti nella pratica del santo Rosario, infondi nei nostri cuori un grande amore a questa santa devozione, affinché, meditan­do i misteri in esso contenuti, ne raccoglia­mo i frutti e otteniamo la grazia che con questa preghiera ti chiediamo, a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle nostre anime. Così sia. 
7 Ave Maria 

Cuore Immacolato di Maria, prega per noi. 

Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che s'irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina. 
Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi d'amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino. 
Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta. Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all'umanità. 
Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio. Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. 
Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.
--------

Preghiera della sera/6

22.09.2012
Ti ringrazio, mio Signore, per Maria, nostra madre, che, custode amorosa della tua parola, medita nel suo cuore immacolato l'abbondanza delle tue grazie. 
A volte noi rifiutiamo questa o quella esigenza espressa nel tuo Vangelo, limitandoci a conservare soltanto quanto è di nostro gradimento; lei invece, la madre tua e madre nostra, è il modello perfetto della fedeltà che ha conservato nel suo cuore il seme e il Verbo. 
Maria ci aiuti a farci trapassare dalla spada che recide quanto appartiene alla carne destinata alla morte. 
Allora il grano potrà germogliare nella terra buona e fruttare cento volte tanto, il nostro cuore produrrà frutto grazie alla sua perseveranza.
---------------------

Un fioretto al giorno: 4 maggio

Invocherò sempre la Vergine Santa in modo che possa essere la via più breve per giungere in Paradiso
--------

sabato 3 maggio 2014

Un fioretto al giorno: 3 maggio

Ad imitazione della Madonna cercherò di riconciliare col mio esempio e con la preghiera quanti fossero in disaccordo fra loro
---------

venerdì 2 maggio 2014

Messaggio di Medjugorje a Mirjana del 2/5/2014

Cari figli 
io, vostra Madre, sono con voi per il vostro bene, per le vostre necessità e per vostra personale istruzione. 
Il Padre Celeste vi ha dato la libertà di decidere da soli e di conoscere da soli. Io desidero aiutarvi. 
Desidero essere per voi Madre, maestra di verità, affinché con la semplicità di un cuore aperto conosciate l’immensa purezza e la luce che da essa proviene e dissolve le tenebre, la luce che porta speranza. 
Io, figli miei, capisco i vostri dolori e le vostre sofferenze. Chi potrebbe capirvi meglio di una Madre! 
Ma voi, figli miei? 
È piccolo il numero di coloro che mi capiscono e mi seguono. 
Grande è il numero degli smarriti, di coloro che non hanno ancora conosciuto la verità in mio Figlio. 
Perciò, apostoli miei, pregate ed agite. 
Portate la luce e non perdete la speranza. 
Io sono con voi. 
In modo particolare sono con i vostri pastori. 
Li amo e li proteggo con Cuore materno, perché essi vi guidano al Paradiso che mio Figlio vi ha promesso. 
Vi ringrazio!
----------

Spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,1-15
In quel tempo, Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E quando furono saziati, disse ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo. 

Papa Francesco Esortazione apostolica « Evangelii Gaudium / La gioia del Vangelo » §46-49 (© Libreria Editrice Vaticana) 
Spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla” (Mt 14,19) La Chiesa “in uscita” è una Chiesa con le porte aperte. … La Chiesa è chiamata ad essere sempre la casa aperta del Padre. … 
Tutti possono partecipare in qualche modo alla vita ecclesiale, tutti possono far parte della comunità, e nemmeno le porte dei Sacramenti si dovrebbero chiudere per una ragione qualsiasi. Questo vale soprattutto quando si tratta di quel sacramento che è “la porta”, il Battesimo. L’Eucaristia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli. … 
La Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa. Se la Chiesa intera assume questo dinamismo missionario deve arrivare a tutti, senza eccezioni. Però chi dovrebbe privilegiare? Quando uno legge il Vangelo incontra un orientamento molto chiaro: non tanto gli amici e vicini ricchi bensì soprattutto i poveri e gli infermi, coloro che spesso sono disprezzati e dimenticati, «coloro che non hanno da ricambiarti» (Lc 14,14). 
Non devono restare dubbi né sussistono spiegazioni che indeboliscano questo messaggio tanto chiaro. Oggi e sempre, «i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo» (Benedetto XVI)… Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli. Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. … Se qualcosa deve santamente inquietarci e preoccupare la nostra coscienza è che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita. … Fuori c’è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mc 6,37).

Un fioretto al giorno 2 maggio

Questa sera, prima di coricarmi farò l'esame di coscienza. 
Se non fossi in grazia con Dio, al più presto rimedierò con una buona confessione.
-----

Preghiera del mattino 2/V/2014

Dio eterno e Padre amoroso, il tuo amore per noi è tanto grande che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito. 
Concedici di riconoscere oggi il tuo amore rivelato nella morte e nella risurrezione di Cristo, fa' che osserviamo i suoi comandamenti, agendo così secondo la tua volontà in ogni situazione, perché in noi sia la sua gioia e perché la nostra gioia sia perfetta. 
Te lo chiediamo per Cristo, tuo Figlio, ora e sempre.
-----

Dicono e non fanno

18-03-2014
Mt 23,1-12 
Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati «rabbì» dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare «rabbì», perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate «padre» nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare «guide», perché uno solo è la vostra Gui- da, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato. 

Ogni pagina del vangelo è scritta per la Chiesa. Gli scribi e farisei siamo noi, invitati a riconoscerci in loro. Il problema presentato da questo brano è sempre lo stesso: al centro di tutto poniamo Dio o il nostro io? Gesù critica gli scribi e i farisei, e noi con loro, perché fanno tutto per essere visti e lodati: "Fanno tutte le loro opere per essere visti dagli uomini" (v. 5). 
Si preoccupano di recitare la parte dell’uomo pio e devoto più che di vivere un sincero rapporto con Dio. La falsità è abbinata ovviamente a una buona dose di vanità e di orgoglio. In un mondo in cui la religione è tenu- ta in considerazione le persone religiose acquistano automaticamente la massima r eputazione. Esse occupano, quasi per convenzione comune, il posto di onore dovuto a Dio. Di fatti gli scribi e i farisei con la loro pietà simulata hanno posti di riguardo nelle sinagoghe e nei conviti, e quando appaiono in pubblico ricevono da ogni parte inchini, ossequi e saluti nei quali vengono scanditi con esattezza i loro titoli onorifici. 
Anche i discepoli di Gesù sono esortati a rifuggire da questi comportamenti segnalati nei farisei e negli scribi. I titoli onorifici e le rivendicazioni di potere sono fuori luogo perché essi sono tutti fratelli, figli dello stesso Padre (v. 8) e sono guidati dallo stesso Cristo presente in loro (v. 10). 
Nella comunità cristiana i più grandi sono gli ultimi e l’unico primato che conta è quello dell’abbassamento e del servizio (v. 11). In essa non devono nemmeno circolare gli appellativi che indicano distinzione e discriminazione che mettono in evidenza un preteso diritto di controllo e di dominio di alcuni sugli altri. Spesso succede che il nostro Signore, al quale diamo del tu, è predicato da signori ai quali diamo del lei. 
Alla fine Gesù deve ricorrere ai comandi (sia vostro servo: v. 11) e alle minacce per abbassare chi si era elevato al di sopra degli altri (v. 12). Matteo sta mettendo a confronto due immagini di Chiesa . L’una farisaica, pomposa, appariscente e vuota, dominata da capi avidi di onore e di potere; l’altra cristiana, costituita da amici e da fratelli. Quest’ultima non è anarchica, perché è guidata direttamente da Cristo e dal Padre, di cui tutti sono ugualmente figli. 
Coloro che vi esercitano funzioni o incarichi sono chiamati a testimoniare con le opere più che con le parole (cfr v. 3) la presenza invisibile del Padre, non a sostituirla. Perché egli non è mai assente. 
La Chiesa di Cristo è una comunità di uguali, una fraternità che ha come criterio di discernimento il servizio. In essa esiste una diversità di ruoli e di responsabilità, che però devono essere svolti come servizio. 
Questo stile ha come modello Gesù stesso, il quale è venuto per servire (cfr Mt 20,26). La logica dei rapporti che deve regolare la comunità cristiana è quella dell’umiltà. 
La condizione dettata da Gesù: "se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 18,3) è l’atteggiamento esattamente opposto a quello dell’autoesaltazione degli scribi e dei farisei.
Padre Lino Pedron
------

giovedì 1 maggio 2014

Un fioretto al giorno 1 maggio

1 Maggio 
In mezzo ai fratelli sarò araldo di pace e di riconciliazione: non serberò rancore e perdonerò chi mi offende.
-----

Preghiera del mattino 1/V/2014

Padre, ti rendiamo grazie per la tua sollecitudine e per la tua bontà; ti rendiamo grazie per il dono di tuo Figlio, perché senza pastore ci saremmo sentiti abbandonati, senza guida ci saremmo smarriti e senza tuo Figlio non avremmo potuto conoscere te, nostro Padre.
-------------