martedì 6 novembre 2012

Amico vero

Sei entrato nel mio dolore.
Forse non l'hai capito tutto.

Ma c'è stata tale partecipazione 
nei tuoi gesti, tale tenerezza nei tuoi silenzi, 
tale profondità nel tuo rispetto 
che - e solo ora me ne accorgo - 
sei stato tu il muro di sostegno 
che ha retto la mia vita 
nel suo momento più difficile, 
l'appiglio cui mi sono aggrappato 
nell'attimo della vertigine, 
la sponda che ha guidato 
la corrente amara del mio cuore.

Sei stato un amico vero.

E qualunque cosa mai accada 
della nostra amicizia, 
ora tu fai parte 
della mia storia intimamente, 
sei inscritto nella carne 
della mia esistenza 
e nulla ti potrà mai cancellare.
R.REYCEND

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Preghiera del mattino del 6/XI/2012

Tu hai provvisto il tuo Corpo mistico di ogni carisma necessario alla sua crescita affinché tutti i suoi membri spirituali non fossero che una sola cosa "per mezzo dell'affetto fraterno", nell'umiltà e nella dolcezza. 
Gloria a te, o Giusto, che bandisci ciò che disgrega questa comunione, il desiderio di potenza, l'usura dell'amore, la tristezza, la noia, il rifiuto di sorridere e di accogliere, la mancanza di rispetto per i nostri fratelli. 
Tu avverti: "Fuggite il male con orrore". 
La tua legge d'amore è una leva. 
Allora può scaturire lo Spirito che fa abbondare la gioia.
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lunedì 5 novembre 2012

Dobbiamo amare la Santa Messa

Lotta per far sì che il Santo Sacrificio dell'Altare sia il centro e la radice della tua vita interiore, in modo che tutta la giornata si trasformi in un atto di culto — prolungamento della Messa che hai ascoltato e preparazione alla successiva —, che trabocca in giaculatorie, visite al Santissimo, nell'offerta del tuo lavoro professionale e della tua vita famigliare... (Forgia, 69) 

Non comprendo come si possa vivere cristianamente senza sentire il bisogno di un'amicizia costante con Gesù nella Parola e nel Pane, nella preghiera e nell'Eucaristia. Comprendo bene, invece, i vari modi in cui, lungo i secoli, le successive generazioni di fedeli hanno concretato la pietà eucaristica: alcune volte con pratiche collettive che esprimevano pubblicamente la loro fede, altre con atteggiamenti nascosti e silenziosi nella pace sacra del tempio o nell'intimità del cuore. 
Dobbiamo, anzitutto, amare la Santa Messa, che deve essere il centro della nostra giornata. Se si vive bene la Messa, come è possibile poi, per tutto il resto del giorno, non avere il pensiero in Dio, non aver la voglia di restare alla sua presenza per lavorare come Egli lavorava e amare come Egli amava? Impariamo dunque a ringraziare il Signore di un'altra sua delicatezza d'amore: quella di non aver voluto limitare la sua presenza al momento del Sacrificio dell'altare, ma di aver deciso di restare nell'Ostia Santa che si conserva nel tabernacolo. (E' Gesù che passa, nn. 154)
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Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi

Lc 14,12-14 
Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». 

Anche durante un pranzo solenne Gesù si prende cura degli infelici e degli affamati, perorando la loro causa in casa dei ricchi. 
E' una grande lezione di gratuità e di umanità. 
Il privilegio degli ultimi deve caratterizzare la vita cristiana. Paolo apostolo rimprovera i cristiani di Corinto, perché nella cena del Signore non aspettano i poveri che arrivano tardi a causa del lavoro o della loro condizione di schiavi. Comportandosi così, disprezzano la Chiesa di Dio (cf. 1Cor 11,12). E san Giacomo scrive: "Dio ha scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del Regno" (Gc 2,5). 
Invitando a tavola i ricchi e i vicini, ordinariamente ci si attende un contraccambio. L'invito rientra così nelle speculazioni e negli interessi personali ed egoistici. 
Ma Gesù ci ha insegnato: "Se amate quelli che vi amano, quale grazia ne avete? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a quelli che fanno del bene a voi, quale grazia ne avete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale grazia ne avete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell'Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi… Date e vi sarà dato (da Dio)" (Lc 6,35-36.38). 
L'amore dei cristiani non deve fondarsi sul desiderio di essere ricambiati, perché l'amore o è gratuito o non è amore. Si devono invitare i più poveri tra i poveri, perché da loro non c'è nulla da aspettarsi: non possono ricambiare l'invito, né procurarci onori e avanzamenti di grado. 
Umanamente parlando, non è neppure piacevole sedersi con loro a tavola, per ovvi motivi. Servire con amore disinteressato, dando tutto senza aspettarsi nulla: questa è l'essenza della carità cristiana. "Sarai beato perché non hanno da ricambiarti" (v. 14). 
Beatitudine strana, ma vera. Ci identifica con Dio che è amore gratuito, grazia e misericordia (cfr Lc 6,36). 
L'amore gratuito che dà il primo posto al povero è essenziale al cristianesimo, perché il Padre privilegia i figli più bisognosi, e perché Gesù si è fatto ultimo di tutti. La ricompensa promessa da Gesù non consiste nell'avere qualcosa, ma è la comunione con Dio nel suo regno eterno. 
Padre Lino Pedron
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Per resistere alla disperazione

Signore!
No, resisterò
alla disperazione che viene, 
e non fuggirò.

Non andrò in qualche torre d'avorio,
lontano dagli uomini,
fuggendo col pensiero questo mondo.

Voglio restare in mezzo a questo mondo, così com'è, 
a questo mondo ove si lotta.

Voglio restare al mio posto.
Non sono gran che, certo.

Che cosa può,
in mezzo a tutto questo caos, 
la piccola luce di una coscienza, 
debole chiarore che la notte assorbirà? 
E tuttavia, mio Dio, 
devo adempiere quello 
per cui sono stato creato.

Devo rendere testimonianza, 
e dire, e mostrare agli uomini 
che esiste qualcosa di diverso dal buio, 
di diverso dalle urla di paura, 
di diverso da questi discorsi incendiari, 
dalle invasioni.

LUCIEN JERPHAGNON
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La gioia

O Dio, tu sei per noi padre, madre, fratello, 
amico, maestro, ricchezza.

Tu sei tutto, tu il solo rifugio:
aiutaci a vivere in te, in te solo.

O amore infinito,
dona ai nostri cuori aridi un po’ del tuo amore.

O Signore, rendi pura l’anima dei tuoi servi:
non vedano le ombre di alcun essere.

O Padre pieno di amore, 
trasporta i tuoi servi 
fuori dei brevi limiti personali.

Il nostro io prenda il volo nell’infinito cielo 
come goccia nell’immenso oceano.

O Signore, dimora in noi:
le tue parole, i tuoi pensieri, 
le tue azioni siano le nostre.

Tu sei la pace immutabile, 
Tu sei l’eterno, l’incomprensibile, 
l’infinita gioia.
Ramdas

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Guida i nostri passi

Risplendi su chi si trova all’oscuro di tutto 
o all’ombra della morte;
guida i nostri passi sulla via della pace, 
sicché possiamo avere le stesse attenzioni 
l’un con l’altro, 
per condividere giustamente ogni cosa, 
per camminare rettamente, 
per costruire insieme, 
e d’accordo, con un’unica voce, 
per glorificare Dio; 
e se fosse meglio diversamente, 
per camminare nella stessa regola 
fin dove dobbiamo arrivare, 
con ordine, 
decenza e stabilità.

John Henry Newman
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Attende il nostro amore da quasi duemila anni

Gesù è rimasto nell'Ostia Santa per noi! Per restare al nostro fianco, per sostenerci, per guidarci. - E l'amore lo si ripaga unicamente con l'amore. - Come non ricorrere al Tabernacolo, ogni giorno, sia pure per pochi minuti, per portargli il nostro saluto e il nostro amore di figli e di fratelli? (Solco, 686) 

Il nostro Dio ha deciso di rimanere nel tabernacolo per essere nostro alimento, per darci forza, per divinizzarci, per dare efficacia al nostro lavoro e al nostro sforzo. Gesù è allo stesso tempo seminatore, seme e frutto della semina: è il Pane di vita eterna. 
(...) Attende il nostro amore da quasi duemila anni. È tanto, ma è poco, perché quando c'è amore il tempo vola. 
 Mi torna alla memoria uno dei cantici di Alfonso il Saggio in cui si narra la leggenda di un monaco che, nella sua semplicità, aveva supplicato la Madonna di poter contemplare il Cielo, anche solo per un istante. La Vergine ne esaudì il desiderio e il buon monaco venne portato in Paradiso. Al ritorno, non riconosceva nessuno di quelli che dimoravano nel monastero. La sua contemplazione, che aveva creduto brevissima, era durata tre secoli. Tre secoli sono un nonnulla per un cuore innamorato. Io mi spiego allo stesso modo i duemila anni di attesa di Gesù nell'Eucaristia. È l'attesa di Dio, che ci ama, ci cerca, ci accetta come siamo: con i nostri limiti, i nostri egoismi, la nostra incostanza; e tuttavia capaci di scoprire il suo amore infinito e di darci a Lui interamente. (E' Gesù che passa, 151)
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Preghiera del mattino del 5/XI/2012

"Tu vuoi usare a tutti misericordia". 
Sta arrivando quel giorno ineffabile in cui tutti riconosceranno "la profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio". 
Questa speranza si fa strada in ogni popolo. 
Il tuo Spirito non è forse all'opera presso intere folle, come a loro insaputa? 
Chi non vorrebbe essere oggetto di un amore durevole che perdona tutto? 
Signore, la prospettiva di questo giorno di misericordia faccia oggi affluire nei nostri cuori, in nome di coloro che non fanno che presagirlo, canti di allegria e di riconoscenza.
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domenica 4 novembre 2012

Guidami innanzi

Guidami, luce amabile, tra l'oscurità che mi avvolge.
Guidami innanzi, oscura è la notte, lontano sono da casa.
Dove mi condurrai? 
Non te lo chiedo, o Signore!
So che la tua potenza  m'ha conservato al sicuro  da tanto tempo, e so che ora mi condurrai ancora,  sia pure attraverso rocce e precipizi, sia pure attraverso montagne e deserti  sino a quando sarà finita la notte. 
Non è sempre stato così:  non ho sempre pregato perché tu mi guidassi!
Ho amato scegliere da me il sentiero, ma ora tu guidami!
Card. JOHN HENRY NEWMAN

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Il coraggio spirituale

Il coraggio è legato all'assunzione del rischio. 
Saltare il gran Canyon con una motocicletta, scendere le cascate del Níagara dentro un barile, 
camminare su una corda tesa tra le torri del World Trade Centre di New York o attraversare l'oceano in una barca a remi richiede persone coraggiose, perché facendo queste cose rischiano la vita. 
Ma nessuno di questi atti temerari viene dal centro del nostro essere. 
Vengono tutti dal desiderio di provare i nostri limiti fisici e di diventare famosi e popolari.
Il coraggio spirituale è qualcosa di completamente diverso. 
Significa seguire i desideri più profondi del nostro cuore a rischio di perdere fama e popolarità. 
Richiede da noi la disponibilità a perdere la nostra vita temporale per guadagnare la vita eterna.
Henri J.M. Nouwen da "Pane per il Viaggio"
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Illumina il mio sguardo

Gesù, mia speranza,
mia tenerezza, mia pace,
donami la tua forza e la tua fiducia.

Tu sai qual è la debolezza del mio cuore, 
conosci la mia storia. 

La mia fedeltà non è priva di incrinature!

Per me ti sei fatto perdono,
la tua grazia per me è smisurata,
mi hai aperto alla fede e all'amore.

Tu sei la mia felicità e la mia gioia.

Illumina il mio sguardo: 
insegnami la benevolenza e la fraternità, 
rettifica i miei giudizi.

Tu non attendi da me requisitorie, 
ma l'annuncio e la condivisione 
della tua misericordia senza fine, 
beatitudine e tenerezza di Dio.
PIERRE GRIOLET

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Tienimi alla tua porta

Degnati di tenermi alla tua porta, 
come servo sempre vigile e attento; 
mandami come messaggero per il regno 
ad invitare tutti alle tue nozze.

Non permettere ch'io affondi 
nelle sabbie mobili della noia, 
non lasciarmi intristire nell'egoismo, 
in pareti strette senza cielo aperto.

Svegliami, se m'addormento nel dubbio 
e sotto la coltre della distrazione; 
cercami, se mi perdo nelle molte strade 
tra grattacieli d'inutili cose.

Non permettere ch'io pieghi il mio cuore 
all'onda violenta dei molti; 
tienimi alta la testa,
orgoglioso d'essere tuo servo.
RABINDRANATH TAGORE

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Posa la tua mano sul mio capo

Signore, Tu sei l'infinito amore
sorgente di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà:
da te vengono e a Te ascendono tutte le cose
Posa la tua mano sul mio capo, o Dio
perché il male e il caos che è in me non mi travolga. 

Dacci pace con Te, o Dio
pace con gli uomini,
pace con noi stessi
e liberaci dalla paura 

O Signore,
Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi,
Tu che io non conosco,
ma a cui appartengo,
Tu che io non comprendo,
ma che costruisci il mio destino,
fa' che io segua fino in fondo
la via delle tue segnalazioni interori
in amore e pazienza,
in fedeltà e coraggio, 
in rettitudine e umilta,
in quiete. 

Fa' che io non disperi mai,
perche sono sotto la tua mano
e in Te è ogni forza e bontà.
Nella tua mano, o Signore
ogni ora ha senso e grazia.
elevatezza e pace e consistenza. 

Dammi puri sensi per vederti,
dammi umili sensi per udirti,
dammi sensi d'amore per servirti.
dammi sensi di fede perché io dimori saldo in Te. 

O Signore, Tu che sei al di sopra di noi, 
Tu che sei anche in noi,
fa' che ognuno ti veda anche in me. 
Dag Hammarskjold
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Eri tu il mio Signore

Mentre incosciente ti ferivo 
scoprivo ch'eri accanto a me.

Lottando inutilmente contro te 
sentivo ch'eri tu il mio Signore.

Derubando del mio tributo il tuo onore 
vedevo crescere il mio debito con te.

Nuotavo contro corrente di tua vita 
solo per sentire la forza del tuo amore.

Per nascondermi da te 
ho spento la mia luce,
ma tu m'hai sorpreso con le stelle.
RABINDRANATH TAGORE

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Preghiera del mattino del 4/XI/2012

Signore Dio, il primo e il più importante dei tuoi comandamenti, quello di amarti con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra anima, non è l'ordine apodittico di un Creatore severo e di un padrone, ma piuttosto la rivelazione che tu sei il mistero inconcepibile dell'Amore. 
Io non posso conoscere questo mistero se non grazie all'amore, "perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio" (1Gv 4,7). 
Per questo ti prego, o Dio: fa' che, per mezzo della fede e dell'amore che ti serve e serve il prossimo, io ti conosca sempre meglio. 
Aiutami ad osservare ogni giorno il comandamento dell'amore, a dare prova così che io ho scoperto il tuo mistero. 
Concedimi il tuo amore perché soltanto esso illumina la vita, conferendole senso e valore. 
Credere all'amore!...
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sabato 3 novembre 2012

Fammi vivere

Liberami, o Signore,
dalla pigrizia che ho
e dalla paura che mi prende, 
dal comodo compromesso 
e dal facile disimpegno.

Aiutami, o Signore,
ad essere come non sono 
e come vorresti che io fossi. 
Non importa ciò che muore in me, 
m'interessa ciò che nasce 
insieme a te.

Aiutami, o Signore,
a prendere sul serio il tempo, 
a rispettare la vita, 
a conservare l'amore; 
ho bisogno di te 
per vivere come tu vuoi.

Donami, o Signore, 
la tua forza per agire, 
la costanza dell'impegno, 
la gioia di una fede che cresce, 
la speranza e l'abbandono fiducioso 
al tuo amore.

P. MAIOR
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Senza la fede

Mio Dio,
com'è assurda la mia vita 
senza la fede!
Una torcia fumigante
è la mia intelligenza;
un braciere che accumula cenere 
è il mio cuore;
una fredda e breve 
giornata d'inverno 
è la mia esistenza.

Datemi la fede!
Una fede che dia senso al mio vivere,
forza al mio cammino, 
significato al mio sacrificio, 
certezza ai miei dubbi, 
speranza alle mie delusioni, 
coraggio alle mie paure, 
vigore alle mie stanchezze, 
sentieri ai miei smarrimenti, 
luce alle notti del mio spirito, 
riposo e pace alle ansie del cuore.
SERAFINO FALVO

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Passi il tuo soffio

Vieni, Signore, passi il tuo soffio 
come la brezza primaverile 
che fa fiorire la vita 
e schiude l'amore, 
o come l'uragano che scatena 
una forza sconosciuta 
e solleva energie addormentate 

Passi il tuo soffio nel nostro sguardo 
per portarlo verso orizzonti 
più lontani e più vasti. 

Passi il tuo soffio sui nostri volti rattristati 
per farvi riapparire il sorriso 
sulle nostre mani stanche per rianimarle 
e rimetterle gioiosamente all'opera. 

Passi il tuo soffio fin dall'aurora 
per portare con sé tutta la nostra 
giornata in uno slancio generoso. 

Passi il tuo soffio 
all'avvicinarsi della notte 
per conservarci nella tua luce 
e nel tuo fervore. 
Passi e rimanga in tutta la nostra vita 
per rinnovarla e donarle le dimensioni 
più vere e più profonde.

P. Maior

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Abbi pietà

Dio,
abbi pietà di me.
Abbi pietà dei miei sforzi, 
così che io davanti a te 
in amore e fede, 
in giustizia e povertà 
possa seguirti,
in disciplina, lealtà e coraggio, 
e incontrarti nella quiete.

Dammi un cuore puro per vederti, 
un cuore umile per udirti, 
un cuore d'amore per servirti, 
un cuore fedele per viverti.

Tu, che io non conosco 
ma cui appartengo.
Tu, che io non afferro 
ma che mi hai consacrato 
al mio destino.
Tu.
DAG HAMMARSKJOLD
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Regala ciò che non hai

Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino.

Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio. 

Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso quando hai voglia di piangere.
Produci serenità dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco, quello che non hai, te lo do".
Questo è il tuo paradosso. 

Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te, invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l'avrai regalata agli altri

Alessandro Manzoni
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venerdì 2 novembre 2012

Messaggio di Medjugorje a Marjana del 2/11/2012

Cari figli, come Madre vi prego di perseverare come miei apostoli. 
Prego mio Figlio affinché vi dia la sapienza e la forza divina. 
Prego affinché valutiate tutto attorno a voi secondo la verità di Dio e vi opponiate fortemente a tutto quello che desidera allontanarvi da mio Figlio. 
Prego affinché testimoniate l'amore del Padre Celeste secondo mio Figlio. Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell'amore di Dio.
Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. 
Non affliggete il mio Cuore materno. 
Come Madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli. 
Attraverso il digiuno e la preghiera mi aprite la via affinché preghi mio Figlio di essere accanto a voi ed affinché attraverso di voi il Suo Nome sia santificato. 
Pregate per i pastori, perché niente di tutto questo sarebbe possibile senza di loro. 
Vi ringrazio.
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Preghiera del mattino del 2/XI/2012

Fino a quando il Signore Gesù verrà nella gloria, e distrutta la morte gli saranno sottomesse tutte le cose, alcuni suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri che sono passati da questa vita stanno purificandosi, altri infine godono della gloria contemplando Dio. 
Tutti però comunichiamo nella stessa carità di Dio. 
L'unione quindi di coloro che sono in cammino con i fratelli morti non è minimamente spezzata, anzi è conservata dalla comunione dei beni spirituali (cf. Conc. Vat. II, Costituzione dommatica sulla Chiesa, Lumen gentium, 49).
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giovedì 1 novembre 2012

Per i nostri defunti

Padre Santo, in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore, rifulge in noi la speranza  della risurrezione, e se ci rattrista la certezza  di dover morire,  ci consola la promessa dell'immortalità futura. 

Ai tuoi fedeli, o Signore,  la vita non è tolta,  ma trasformata;  e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno,  viene preparata un'abitazione  eterna nel cielo.

dal Rito della Messa, Prefazio dei Defunti 1
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Spero in Te

Mio Dio, io sono convinto che tu vegli
su coloro che sperano in te,
e che non si può mancare di nulla
quando da te si attende ogni cosa,
per cui ho deciso di vivere in avvenire
senza alcuna preoccupazione e di deporre in te
tutte le mie inquietudini...

Gli uomini possono spogliarmi dei beni e dell'onore,
le malattie possono togliermi le forze e i mezzi per servirti,
io posso perfino perdere la tua grazia col peccato,
io non perderò mai la speranza,
ma la conserverò fino all'ultimo istante della mia vita.

Jean Guitton
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Mandami qualcuno da amare

Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo; 
quando ho sete, mandami qualcuno  che ha bisogno di una bevanda;
quando ho freddo, mandami qualcuno da scaldare;
quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante, fammi condividere
quando sono povero, guidami da qualcuno nel bisogno;
quando non ho tempo, dammi qualcuno  che io possa aiutare per qualche momento;
quando sono umiliato, fa' che io abbia qualcuno da lodare; 
quando sono scoraggiato, mandami qualcuno  da incoraggiare;
quando ho bisogno della comprensione degli altri, dammi qualcuno  che ha bisogno della mia;
quando ho bisogno di qualcuno che ci si occupi di me, mandami qualcuno  di cui occuparmi;
quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione  su un'altra persona.
 (Madre Teresa di Calcutta)
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In te l'aiuto e il conforto

Signore, nel momento della prova, 
ora che il dolore e la trepidazione 
gravano sul mio cuore,
guidami con la chiarezza della fede 
a trovare in te l'aiuto e il conforto.

Lo Spirito Santo
mantenga in me la certezza 
di essere tuo figlio 
aiutandomi ad accettare tutto 
dalla tua mano.
Persuadimi che tu, Padre,
disponi gli avvenimenti al mio bene, 
rispettando la libertà umana.

Fa', o Cristo,
che nella certezza del tuo amore 
io trovi la risposta a quelle domande 
che superano questo mistero umano. 
Fa' che senta
sulla mia strada dolorosa,
il tuo passo sicuro che non mi abbandona.

Credo in te, o Gesù,
perché sei la Verità.
Spero in te perché sei fedele.
Amo te, perché sei l'Amore.

CARD. GIOVANNI BATTISTA MONTINI

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Preghiera del mattino del 1/XI/2012

Signore, in questo giorno di gioia celeste, ti benediciamo per tutti coloro che hai riscattato per mezzo del tuo sangue, e che condividono la tua gloria nella visione a faccia a faccia, e ti conoscono come tu li hai conosciuti durante il loro pellegrinaggio sulla terra. 
Noi ti benediciamo per la beata speranza che è in noi di poter condividere le sorti di questa folla immensa di santi, di spiriti beati, e di tutti coloro che sono giunti fino al trono della tua gloria, che ti cantano senza sosta e partecipano all'indicibile felicità che è in te, Santa Trinità. 
Concedici di vedere i cieli aperti come hai promesso, e che la gloria del mondo che verrà ci aiuti a sopportare con gioia tutte le tristezze di questo mondo, e a considerare tutte le cose come passeggere. 
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